Sanità, sindaci in rivolta contro il piano di Arru
DESULO. Prosegue la mobilitazione nella Barbagia Mandrolisai contro il piano di dimensionamento sanitario voluto dalla giunta regionale. Se da un lato l’assessore alla sanità Arru assicura ai sindaci...
DESULO. Prosegue la mobilitazione nella Barbagia Mandrolisai contro il piano di dimensionamento sanitario voluto dalla giunta regionale. Se da un lato l’assessore alla sanità Arru assicura ai sindaci la volontà di dialogo, dall’altro i primi cittadini lamentano l’assenza di proposte concrete che facciano rientrare uno stato di allerta permanente. Le riunioni sull’argomento si susseguono.
Dopo il campanello d’allarme lanciato dalla conferenza dei sindaci del territorio, guidata dal sindaco di Meana Angelino Nocco, è seguita la durissima presa di posizione di Alessandro Corona, primo cittadino di Atzara che parla, senza mezzi termini di «monarchia assoluta sulle scelte legate alla sanità». A dargli man forte ci hanno pensato anche i sindaci di Tiana, Francesco Zucca, il primo ad aver promosso una riunione nel suo comune e di seguito quelli di Austis Laila Dearca e Gigi Littarru di Desulo. Mobilitazione anche a Belvì ed Aritzo, ove nei prossimi giorni prenderanno posizione anche i sindaci Sebastiano Casula e Gualtiero Mameli. Intanto ieri a Desulo si è tenuta una partecipata riunione sull’argomento, con un no fermo al ridimensionamento della sanità nel territorio. «Riprendo le parole della conferenza dei sindaci del territorio – dice il primo cittadino Gigi Littarru – per riaffermare, con forza, ove ce ne fosse ulteriore bisogno, che non si possono penalizzare le zone deboli dell’interno a favore delle realtà centrali per un risparmio di spesa che potrebbe essere realizzato diversamente». Prendono posizione anche i comunisti-sinistra sarda, del Gennargentu-Mandrolisai.
In una nota hanno affermato di «sostenere la vertenza del tavolo territoriale per la salute e le iniziative promosse dai sindaci e dalle forze sindacali del territorio. La proposta del riordino della rete ospedaliera regionale, proposta dalla giunta regionale e dall’assessore Arru, è un’evidente provocazione per un territorio martoriato dalla crisi e abbandonato dalle Istituzioni». I comunisiti concludono poi affermando che «ci vogliono far credere che la spesa sanitaria indecente e sempre crescente della Sardegna sia colpa del Mandrolisai e del San Camillo? Noi crediamo che se si deve intervenire lo si deve fare dove in realtà ci sono gli sprechi veri, quelli dovuti a progettazioni inutili, interventi inopportuni e clientele varie».
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