Tutta Jerzu al funerale del parroco
L’abbraccio commosso della comunità a don Salvatore Masala
JERZU. Un silenzio denso di commozione e di gratitudine. È l’ultimo abbraccio che ieri mattina la comunità di Jerzu ha riservato al suo parroco, don Salvatore Masala, scomparso lo scorso martedì, in seguito a un male inesorabile che non gli ha lasciato scampo. «Chi ci separerà dal suo amore?». Le parole di San Paolo sono le stesse che il coro intona all'inizio delle esequie solenni, celebrate dal vescovo Antonello Mura e da tutti i sacerdoti della diocesi, in una chiesa Sant'Erasmo gremita e raccolta. Autorità civili e militari, ma soprattutto tanta gente comune, la stessa che don Salvatore incontrava tutti i giorni. I bambini. Gli occhi pieni di stupore, ma sereni, come solo loro sanno essere. Non son voluti mancare: ognuno portava in mano una rosa. Sulla bara, la stola bianca e il vangelo aperto. Uomo e sacerdote dalla fede autentica, forte e luminosa, don Salvatore. Così lo ha ricordato il vescovo, sottolineando quanto – pur nei momenti di difficoltà – il mercedario originario di Villasimius, abbia combattuto con tutte le sue forze, continuando a esercitare il suo ministero fino alla fine, pur provato sensibilmente da quel male terribile che lo stava consumando ogni giorno di più. Testimonianza di un amore grande e reale per la sua parrocchia e i suoi fedeli. Commozione profonda nel momento finale della celebrazione, quando il coro ha intonato l’inno alla Madonna di Bonaria, la preghiera che don Salvatore amava da sempre, appartenendo all'ordine dei Mercedari e avendo trascorso nella basilica cagliaritana, come viceparroco, quelli che definiva gli anni “ricchi e belli”, ricoprendo anche l’incarico di direttore della rivista del santuario “L’eco di Bonaria”. Il feretro, accompagnato da un folto corteo, è poi partito, alle 15, alla volta di Villasimius, dove riposerà accanto ai suoi cari.
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