La Nuova Sardegna

Nuoro

«Teniamo il Cristo sempre accanto»

di Mosè Marcia *
«Teniamo il Cristo sempre accanto»

Gli auguri di buona festa del vescovo monsignor Marcia «Lui vede tutto: anche le serrande chiuse e la città vuota»

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di Mosè Marcia *

Cento e più anni sono trascorsi, Lui è lì in cima al Monte. L’hanno chiamato “Il Redentore”. Due guerre, mondiali, centinaia di migliaia di morti. Lui? è lì, in alto, in quella cima, dall’alto domina l’isola, la regione, la città. Un’altra guerra, fredda, fra due schieramenti, fa star male il mondo intero. Lui? Il Redentore, il Risorto, al Monte, rimane con la Sua Croce. Ai piedi di quel monte, quanti morti, faide, vendette, sequestri. Peggio della guerra fredda. Con i cuori infiammati di ostilità, rancore, avversione, e altri svariati interessi. Lui è sempre lì, nel Suo granitico piedistallo, dove cento e più anni fa l’hanno collocato. Da quella posizione Lui vede, vede bene, vede tutto e osserva. Serrande chiuse. La città vuota. Cercano lavoro altrove, qui non ce n’è. Anche i giovani, sono pochi a dire il vero, gli altri sono partiti, anche loro in cerca di qualcosa. Per natura loro portano gioia e spensieratezza, dal Monte li scorgi senza speranza, tristi e si allontanano sempre più dalla Sua ombra. Molti vanno, in pellegrinaggio, ogni anno, portano i loro affanni fin lassù, ma Lui lo lasciano lì nel Monte, in alto, lontano, staccato. Forse ci va bene così. Sarebbe troppo scomodo portarlo con noi giù dal monte, dargli una dimora tra di noi. Ci stanno imponendo altre ospitalità, anche retribuite, forse è bene che Lui stia là, nel monte. Noi, però, gli facciamo festa. Cioè noi facciamo festa. Mi viene in mente un fatto della Bibbia, certo è del Vecchio Testamento, è davvero vecchio, eppure così attuale.

Mosè sul monte riceveva le due tavole della legge: una col precetto di amare Dio, l’altra con quello di amare il prossimo. Intanto a valle, il popolo, quello eletto, con danze e banchetti, faceva festa al vitello d’oro, il dio che si era fatto su misura. Non sarà il caso di portare il nostro Redentore, il Cristo risorto, con la Sua Croce, giù dal Monte e tenerlo in mezzo a noi nella quotidianità della nostra vita?

Forse ci potrebbe aiutare a vivere la solidarietà più che l’assistenzialismo. Ci potrebbe insegnare come portare la propria croce, anziché porla nelle spalle degli altri. Ci ricorderebbe che essendo figli di uno stesso Padre, il nostro comportamento non è proprio da fratelli. Darebbe più speranza ai nostri giovani e con loro anche a noi non più tali. Certamente, come a Cana di Galilea, ci farà fare vera festa, col Suo vino buono. Sarà certo capace di cambiare la nostra vita, basta stare con Lui e fare di tutto perché Lui stia tra noi. Proviamo.

Camminiamo insieme, l’uno accanto all’altro, non importa se l’altro viene o no dall’aldilà del mare, ognuno col suo bagaglio di speranze, attese e progetti, ma anche col suo gravame di piccole e grandi ferite, di piccole e grandi fatiche. Insieme diciamogli: aumenta la nostra fede. Sarà opportuno ricercare l’essenziale e il suo centro. Per dare senso, gusto, sapore, e mordente al nostro vivere. Anche tutto il nostro darci da fare sociale e politico ha bisogno del Redentore. Il semplice sforzo umano raggiunge ben presto i suoi limiti, ce ne stiamo accorgendo tutti. Le cosìddette crisi, anche quelle economiche, risalgono a una nostra conscia rinuncia a porre il Redentore al centro della nostra vita, a non orientare tutto noi stessi verso di Lui, ma tenerlo su in alto, nel Suo monte, lontano da noi, dal nostro quotidiano.

Un augurio? Perché no...

Faremo fatica, disabituati come siamo, ma proviamo. Il Redentore, maestoso e trionfante, con la Sua Croce, veglia dal Monte su di noi, ma teniamolo accanto a noi. Viviamo e lasciamoci affascinare dal Vangelo che Lui ci dona.

Buona Festa del Redentore a tutti, a chi si dice credente e a chi non sa di esserlo, a chi pur vivendo con Lui non Lo percepisce o lo avverte lontano.

A chi vuole interessarsi della cosa pubblica e a chi da questi si sente trascurato.

A tutti, appuntamento al Redentore e buona festa.

* Vescovo di Nuoro

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