Cala Gonone, allarme punteruolo rosso
Le palme di Villa Ticca e di diverse vie pubbliche aggredite dal coleottero. «Ma nessuno interviene»
DORGALI. Aiuto: le palme di Cala Gonone stanno morendo, aggredite dal micidiale punteruolo rosso e nessuno fa niente per salvarle! Il grido di allarme arriva da un luogo simbolo del borgo marino di Dorgali, Villa Ticca . Patrimonio non solo della famiglia Ticca, una villa dove ai primi del Novecento le piante non certo di origine isolana erano state trapiantate dal conte Giovanni Maria Ticca. Ma non si tratta solo delle palme di Villa Ticca, ma di tutte le piante di questo tipo presenti a Cala Gonone. Basta guardare nella via di collegamento tra via Vespucci e la discesa a mare nella via che sovrasta la spiaggia centrale, due piante sono già collassate, ma non solo quelle, sono diverse le piante attaccate dal punteruolo rosso. Piante che dovrebbero essere sradicate e sotterrate per evitare che il contagio si estenda alle altre piante invece non si è fatto nulla.
A parlarne e il dottor Renato Ticca. «Se le palme pubbliche che ormai sono collassate non vengono abbattute, corriamo un grosso pericolo perché sono strapiene di larve. Come da protocollo regionale devono essere estirpate perché sono un focolaio del coleottero. A Sassari, dove abbiamo diverse palme nella villa, il Comune ci ha interpellato per fare una sorta di censimento della palme, una delle quali è risultata infettata. Il Comune ci ha obbligati ad abbatterla e sotterrarla osservando il protocollo. Qui, a Cala Gonone, non si sta facendo nulla, le palme pubbliche sono ancora lì e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ma il rischio di contagio è fortissimo».
La splendida Villa Ticca, costruita agli inizi del 1929, dal conte Ticca, nel suo giardino ospita una trentina di piante di palma. «È già pieno di coleotteri, ne ho catturato due – dice Renato Ticca – tenendo in mano un bottiglietta. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi perché non si torna indietro, ma il Comune di Dorgali non fa nulla. Perché dobbiamo rischiare di perdere tutto, io sono davvero disperato. Non serve a nulla tagliare le parti secche della pianta. Bisogna estirpare perché ci sono milioni di larve del coleottero che poi si diffondono. Qui volano a frotte. Perché il Comune di Dorgali non interviene anche perché è obbligato dal protocollo regionale. È un peccato mortale, le palme pubbliche e private vanno salvaguardate».
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