«Università di qualità, non un poltronificio»
Il consigliere comunale di opposizione, Peppe Montesu, interviene sul futuro dell’ateneo nuorese
NUORO. Dopo la Sagra del Redentore, che per quasi una settimana ha giustamente anestetizzato tutte le attività cittadine, e continuerà a farlo fino a domenica 29 quando le celebrazioni religiose si concluderanno con la processione per rendere omaggio alla statua del Cristo in cima al Monte Ortobene, guidata dal vescovo Mosè Marcia, si ricomincia lentamente a riaffrontare la quotidianità. Con tutte le problematiche che si porta dietro. Uno degli argomenti più scottanti di questo periodo è sicuramente l’Università nuorese. Soprattutto sul suo futuro. Fondazione, Consorzio e litigi anche abbastanza violenti, anche se poi tutti i contendenti concordando su un fatto ineludibile: l’Università nuorese polo ambientale di altissima qualità che possa attrarre investitori e studenti. E su questo filone si è inserito Peppe Montesu, capogruppo di Nuova Nuoro in consiglio comunale. «Sono d’accordo con Francesco Manca (segretario cittadino del Pd, ndr) che sull’Università è necessario un confronto. Perchè non va bene l’eredità lasciata dal suo partito con le nomine alla Fondazione fatte in campagna elettorale, che hanno destato perplessità anche nei vertici del Pd. Non va bene l’architettura della Fondazione, fatta per perpetuare questo sistema di nomine e non va bene vedere l’Università nascente come un poltronificio – ha insistito Montesu, con la grinta che lo contraddistingue –. Il confronto è più che mai necessario per evitare salti all’indietro e le perdite di tempo solo per soddisfare l’ego di qualcuno come l’individuazione del Mulino Galisai come sede e l’abbandono de progetto campus nell’ex caserma dell’Artiglieria, in viale Sardegna. Troppe le scelte che non erano state vagliate a sufficienza e troppe le operazioni prive di strategia.
«Se tutti siamo convinti che le risorse per l’Università nuorese possono arrivare solo dal privato, lo strumento della Fondazione è indispensabile – ha continuato il capogruppo del movimento politico di opposizione –. Ma allora l’architettura e lo statuto dovranno essere riscritti e cambiati. Perché nessuno è disposto a investire i propri soldi senza poter incidere nella gestione, affidandoli addirittura a persone, anche se di alto profilo, scelte in base alla fedeltà politica o al grado di parentela con gli amministratori di turno. Chi investe denari ha un suo progetto e lo vuole gestire, o almeno condividerlo e oggi non sarebbe possibile.
«L’idea Università nuorese rischia ora di affondare in una misera diatriba tra Consorzio universitario e Fondazione – ha insistito Peppe Montesu –. Nessun accenno al progetto, nessuna idea sul futuro, nessuna difesa dell’idea originaria: soltanto nomine, incarichi e gestione dei quattro soldi della Regione. Ha ragione l’onorevole Angelo Roich quando afferma che con quello che c’è sul tavolo adesso, l’Università a Nuoro è destinata a vivacchiare giusto per permettere a chi altrimenti non avrebbe titolo, di partecipare e condizionare le spartizioni. Così continua a essere solo un contenitore dove la Regione versa qualche spicciolo che le due università di Cagliari e Sassari si mangiano e che i nominati da Comune e Provincia gestiscono in maniera residuale. Cosi non potremo mai crescere – ha concluso Peppe Montesu con amarezza -. Dobbiamo guardare oltre e scegliere i modelli migliori, come la forma di collaborazione utilizzata per l’ospedale “Mater” di Olbia, dove stanno nascendo eccellenze mondiali. Quella è la strada giusta che dovrebbe essere trasferita a Nuoro per sviluppare, nel settore degli studi universitari, quelle sinergie che potranno produrre risultati di eccellenza: le scelte vanno fatte in quest’ottica». (plp)
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