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Nuoro

Testimonzos, il consorzio ferma le ruspe

di Gianna Zazzara
Testimonzos, il consorzio ferma le ruspe

Parte l’iter previsto dal Puc per la riqualificazione del quartiere. Il comitato dovrà presentare un piano per sanare gli abusi

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NUORO. Abusivismo, fine di un incubo per Testimonzos, il quartiere nato più di trent’anni fa ed etichettato “periferia” nonostante solo un quarto d’ora di autobus lo separi dal centro. Ieri è stato fatto il primo passo verso il ritorno alla legalità con la costituzione del Consorzio urbanistico che dovrà presentare al Comune un piano di riqualificazione dell’intera area, così come previsto dal piano urbanistico comunale approvato lo scorso anno. Via libera alla sanatoria, dunque.

«È il primo tassello di un lungo percorso che porterà alla rinascita di Testimonzos – ha detto ieri l’assessore all’urbanistica Giuliano Sanna – Finalmente i proprietari degli immobili potranno uscire dall’illegalità e tirare un sospiro di sollievo. Molte famiglie vivono ogni giorno con l’incubo che arrivino le ruspe. Tutto questo deve finire. Ora c’è la possibilità che Testimonzos diventi un quartiere modello della città, con aree verdi attrezzate per i bambini, campi da calcio, illuminazione pubblica e reti fognarie».

Anche per il sindaco Andrea Soddu la costituzione del Consorzio è motivo di soddisfazione. «È il primo passo per uscire da una situazione di disagio. L’amministrazione aiuterà il Consorzio nella definizione del piano di risanamento. Anche perché questo è l’unico modo per uscire dall’illegalità. Spero che lo capiscano tutti i lottisti di Testimonzos e non solo quelli che hanno dato vita al Consorzio: solo aderendo al comitato ci sarà la possibilità di ottenere una sanatoria». L’alternativa, fa capire il sindaco, sarà la demolizione degli immobili abusivi.

Quella di Testimonzos è una battaglia che va avanti da più di trent’anni. Sono almeno 500 le famiglie che vivono in questo quartiere abusivo cosruito a partire dagli anni Ottanta con la convinzione che prima o poi sarebbe saltato fuori un condono. Nel 1985 ci fu la prima sanatoria, poi nel ’94 un altro condono, infine nel 2003 un nuovo condono, quello berlusconiano. A molti però la domanda per ottenere la concessione edilizia in sanatoria venne respinta. Anzi, a centinaia finirono a processo per abusivismo edilizio. In alcuni casi le sentenze passate in giudicato sono arrivate nei mesi scorsi all’epilogo finale con la notifica delle ordinanze di demolizione. Solo nel mese di giugno la Procura di Nuoro ha riaperto 88 pratiche. «Dopo tanti anni può tornare la serenità – ha continuato il sindaco – La soluzione individuata dal piano urbanistico comunale è l’unica praticabile. Per questo mi auguro che tutti i lottisti di Testimonzos aderiscano al Consorzio per dare il via al percorso che porterà alla sanatoria di tutta l’area, da Testimozos a Cortes a Gavotele fino a Murichessa. Anche la Procura di Nuoro confida in questa soluzione», ha ammesso il sindaco che ha incontrato più volte in questi giorni il procuratore Andrea Garau. «Ma bisogna fare in fretta», ha detto Soddu. Il Consorzio, infatti, potrà presentare un piano di risanamento al Comune solo qualora aderiscano al consorzio stesso almeno i tre quarti dei lottisti. «I proprietari dei terreni e degli immobili devono capire quanto sia importante consorziarsi – gli ha fatto eco il neo presidente del Consorzio Giovanni Murru– È l’unico modo per scongiurare l’intervento delle ruspe e l’abbattimento dei fabbricati abusivi realizzati».

Ma l’operazione potrebbe non essere semplice. A molti non va giù che le opere di urbanizzazione (strade, parcheggi, fognature, rete idrica e telefonica ) siano tutte a carico dei consorziati e quindi a costo zero per l’amministrazione. Inoltre il piano urbanistico prevede la concentrazione delle abitazioni in quattro borghi rurali con il rischio che vengano abbattute le case che stanno fuori da quel perimetro. « Le regole imposte dal Puc non permettono una sanatoria totale», avevano protestato. Ma la strada è ormai segnata. «Il beneficio è per tutta la comunità», ha concluso il sindaco.

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