Shardana, un’eroina nelle cumbessias
L’arte incontra il mito, suggestiva mostra-sfilata all’Ortobene della fashion designer Carla Monni
NUORO. Cosa potranno mai avere in comune un estroso progetto artistico basato sull’invenzione di una nuova mitologia in Sardegna, Grazia Deledda e il Redentore che domina dall’Ortobene? A svelare il rebus ci ha pensato, proprio nella giornata dedicata alla festa dei nuoresi, Carla Monni, promettente fashion designer ventitreenne, che per la mostra e la sfilata del suo “Shardana. L’arte che incontra il mito”, patrocinata dal Gmg (Giornata mondiale della gioventù), ha utilizzato le cumbessias della chiesetta dedicata alla Madonna di Montenero nelle quali la scrittrice premio Nobel ha soggiornato per diverse estati con la sua famiglia. «Shardana – spiega Carla Monni – nasce per soddisfare un bisogno infantile, fatto di ricordi legati a personaggi e spauracchi della fantasia popolare, come Sùrbiles e Janas, che – a differenza di altri miti (ad esempio quelli greci) – non hanno storia e contorni ben definiti».
La giovane artista “inventa”, così, una nuova mitologia, che riporta in vita figure femminili forti (non a caso, proprio come Deledda). Sono Orgìa, Jana, Sùrbile e, appunto, Shardana, «la protagonista, l’eroina che risolve i nodi e porta la pace in Sardegna». Una figura apparentemente inquietante, per via delle lunghe corna, che in realtà sono un richiamo alla simbologia nuragica legata alla fertilità e al potere. E in un mondo dove la figura femminile è lo snodo principale, i miti di sesso maschile hanno un ruolo davvero marginale e, per lo più, negativo: il Dio Toro, Sardo, mandato sull’isola dai greci per conquistarla, e Jolao, che in Sardegna approda per “fertilizzarla”. Il tutto raccontato attraverso abiti e decorazioni (ma anche quadri, dipinti dalla stessa Monni) che riprendono, in chiave moderna, trame e colori del vestiario tradizionale sardo. E se tutti questi miti e “dei pagani” sembrano stridere con l'ambientazione circostante, niente paura, perché la soluzione è presto pronta, ed ha un richiamo neanche tanto scontato con il Redentore: «Anche nella coesistenza di molteplici divinità – assicura Carla Monni – è sempre riconosciuta la supremazia di un unico Creatore». E fu così che una giovane sarda, diplomata in fashion design nella Naba (Nuova accademia belle arti) di Milano, inventò un nuovo mito isolano proprio nella cumbessia dove Grazia Deledda, qualche decennio fa, forse già immaginava la Sardegna come isola del mito, metafora di una condizione esistenziale, quella del primitivo. (g.c.)
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