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Nuoro

Torino, Bergamo e Pisa: via all’esodo verso il nord

di Valeria Gianoglio
Torino, Bergamo e Pisa: via all’esodo verso il nord

Sono una dozzina gli insegnanti del Nuorese destinati al trasferimento Maria Di Patre (Gilda): «Il ministero non spiega i criteri. Daremo battaglia»

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NUORO. «Mi hanno assegnato ad Agrigento. Ironia della sorte, in quella zona, quando ancora non sapevo della nomina, ci sono andato proprio questa estate. Ma quest’anno, tuttavia, me la scamperò: resterò a Nuoro a insegnare grazie alla norma sull’accantonamento del posto di lavoro per i precari che hanno insegnato l’anno precedente. E per l’anno prossimo vedremo che succede». Insegnante nella scuola pubblica dal 1985, diplomato in flauto nell’89, e dal 2000 docente stimato al liceo musicale di Nuoro, le ex Magistrali. Precario storico, ormai, visto che i suoi contratti di lavoro si susseguono ininterrotti, da quindici anni, dal primo settembre al 30 giugno. Mauro Usai è un insegnante molto conosciuto, a Nuoro e non solo, visto che la sua grande passione per la musica spesso lo porta sui palchi come protagonista di eventi e compositore.

Qualche giorno fa, come tanti altri docenti in Sardegna e nella Penisola, anche lui ha ricevuto la mail dove il ministero gli comunicava che sì, quest’anno lo avrebbe finalmente assunto e immesso in ruolo, ma solo a patto che si trasferisse in modo immediato ad Agrigento, perché lì gli avrebbero indicato in quale scuola della provincia avrebbe insegnato. Mauro Usai, in teoria, avrebbe dovuto fare le valigie e filare, più o meno a razzo, nel sud della Sicilia, perché nel caso contrario, nel caso di un suo rifiuto, il ministero lo avrebbe cancellato per sempre dalle graduatorie. E addio una volta per tutte alla possibilità di diventare un docente di ruolo. Ma per lui, almeno per lui, si è aperta una via di uscita.

«È la legge che garantisce l’accantonamento del posto di lavoro per chi ha insegnato l’anno prima – spiega – per cui, per quest’anno resterò a Nuoro, a insegnare flauto al liceo musicale, e dall’anno prossimo vedremo. Ma sono e resto abbastanza sereno. Nel dover andare fuori a lavorare, una delle mie preoccupazioni, era il fatto che avrei dovuto lasciare anche tutti i miei progetti musicali, il nuovo disco, il mio lavoro con gli studenti nuoresi. Ma per quest’anno mi è andata bene». Nella stessa situazione di Mauro Usai, nel Nuorese, in queste ore, ci sono una dozzina di altri insegnanti che qualche giorno fa, via mail, hanno ricevuto la loro destinazione di lavoro fuori dall’isola, in particolare nelle città del nord

«C’è chi è stato destinato a Torino, chi a Brescia, Firenza, Verona, Bergamo o Bologna» dice, sfogliando le sue carte e controllando il telefonino, la numero 2 nazionale della Gilda, Maria Di Patre, reduce dall’ennesima battaglia al ministero dove ha annunciato una lotta durissima per fare a pezzi la tanta discussa legge 107 sulla “buona scuola”.

«Tra questione delle immissioni in ruolo, per le quali adesso si sta esaurendo la fase B, nuova legge che riteniamo incostituzionale, e le preoccupazioni per il futuro, con il preside-manager che potrà assumere per chiamata diretta, i docenti sono in pieno subbuglio – spiega l’agguerrita rappresentante sindacale nuorese – la tensione, tra gli insegnanti, si tocca con mano. E come darci torto, del resto? Non esiste Stato al mondo dove il preside possa decidere chi assumere. Per noi si tratta di una chiamata incostituzionale». Ma quella fase, Maria Di Patre lo precisa bene, quella della chiamata diretta, avverrà in realtà in un secondo momento. Per ora, infatti, si sta completando la cosiddetta fase “b” delle immissioni in ruolo. Quella fase che ha toccato anche Mauro Usai, e un’altra dozzina di docenti del Nuorese, e che non lascia scampo: o si accetta la destinazione o si viene cancellati, a meno di trovare vie d’uscita attraverso la richiesta dell’aspettativa o altro.

«Ma anche alla fase “c” delle immissioni in ruolo saranno dolori – spiega ancora Maria Di Patre – perché lì entrerà in gioco la chiamata diretta da parte del preside, e nessuno, nonostante le nostre insistenze, ancora ci ha detto con quali criteri verranno fatte. Se il preside ti chiama per assumere, poi, il docente avrà un contratto triennale. Nelle scuole, insomma, ci saranno i docenti di ruolo di serie A, con contratti a tempo indeterminato, e di serie B, con contratti triennali. Dobbiamo fermare questo scempio, e tutto quello che comporta la nuova legge. Non ci fermeremo».

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