La Nuova Sardegna

Nuoro

Gli effetti della crisi: molte case libere, così crollano gli affitti

di Tito Giuseppe Tola

Macomer, prezzi in calo ma la domanda è molto bassa Il 18% della popolazione vive in appartamenti in locazione

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MACOMER. Macomer è uno dei Comuni sardi dove una percentuale abbastanza alta di famiglie, più del 18 per cento, vive in case d’affitto. La percentuale media in Sardegna è del 12,5% con punte del 24% nel nord dell’isola. Il dato è in controtendenza con quello del mercato delle locazioni, che a Macomer è crollato negli ultimi anni.

La domanda di case in affitto è stagnante nonostante il deciso calo dei prezzi rispetto al passato. Dieci anni fa per un monolocale il proprietario chiese a un militare 500 euro al mese. Per avere idea dei prezzi attuali basta dare uno sguardo alle offerte delle agenzie: 450 euro per un appartamento in piazza Sant’Antonio da160 metri quadri (e composto da cinque locali più garage e posto macchina), 400 euro per un appartamento in via Lussu da 115 metri con garage e cinque locali, 300 euro per un appartamento via Vittorio Emanuele 2° da 100 metri composto di localie servizi.

Le abitazioni occupate da famiglie residenti censite a Macomer sono 4107. Su un totale di 4180 nuclei familiari, si stima che 750 vivano in case d’affitto. La percentuale delle famiglie di Macomer che vivono in locali presi in affitto è quasi in linea col dato medio nazionale, che è del 17,9 per cento, ma è superiore a quello regionale. Anche per questo il comune di Macomer è inserito nell’elenco dei comuni sardi classificati «ad alta tensione abitativa», 17 in tutto tra i quali Cagliari e Sassari. La classificazione (è attribuita dal Cipe in base a indicatori tra i quali il numero degli sfratti in rapporto alla popolazione e particolari problemi relativi alla disponibilità di alloggi) consente una diversa disciplina anche per i contratti d'affitto.

A Macomer fino a una decina di anni fa il mercato delle locazioni seguiva regole diverse con quotazioni abbastanza alte. Con la crisi i prezzi sono diminuiti, ma non più di tanto. La conseguenza è che molte case rimangono sfitte. L’amministrazione comunale intendeva usare la leva fiscale col duplice obiettivo di calmierare il costo degli affitti e mettere sul mercato a prezzi ragionevoli le case vuote e abitabili. L’intenzione era quella di abbassare la tassazione sugli immobili a chi affitta a canone concordato. Attualmente le tasse sulle seconde case sfitte sono particolarmente pesanti. Il progetto non ha prodotto i risultati sperati. Una delle cause è che a Macomer non sono pochi i proprietari di case che affittano in nero. Per beneficiare delle agevolazioni tributarie per chi affitta a canone agevolato è necessario registrare il contratto e pagare le tasse sugli affitti incassati. A molti non conviene.

Delle 750 famiglie che vivono in case d’affitto più della metà, circa 380, abitano in alloggi popolari. Le case dell’edilizia residenziale pubblica sono ambite perché il canone di locazione è più basso rispetto a quello del mercato privato. In certi casi costa meno di un terzo. Ai bandi per l’aggiornamento della graduatorie per l'assegnazione di case Area rispondono i genere attorno alle 300 famiglie. Nel 2008 vennero assegnati due appartamenti che si erano resi liberi e in comune vennero protocollate ben 140 domande.

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