La Nuova Sardegna

Nuoro

«Il Ciusa nega la scuola a mia figlia»

di Valeria Gianoglio
«Il Ciusa nega la scuola a mia figlia»

La mamma di una disabile: «Linda ha frequentato solo due mesi, ma per loro “ha assolto l’obbligo scolastico”»

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NUORO. «Ho lottato per tutta l’estate per riuscire a spuntarla, a far iscrivere mia figlia Linda all’ultimo anno delle superiori, ma il preside mi ha risposto dicendo che per quanto lo riguardava Linda aveva “assolto l’obbligo scolastico”. Ma che vuol dire? È assurdo: mia figlia ha problemi di disabilità, e l’anno scorso, a causa di diversi ricoveri in ospedale, ha potuto frequentare sì e no solo due mesi. Gli stessi suoi docenti, in un consiglio di classe, l’avevano giudicata “non ammessa per mancata frequenza”. Poi, invece, il preside cambia tutto. È un diritto di mia figlia, invece, poter ripetere l’anno, approfondire le materie che non ha potuto seguire, e invece le negano l’iscrizione. Ma non finisce qua: al primo giorno di scuola io mi presenterò con mia figlia davanti ai cancelli». Un mucchio di fogli, carte, copie di atti richiesti con tenacia a vari uffici, il telefonino che spesso trilla a portata di mano, Franca Puggioni non è una casalinga come tutte le altre.Un marito che la segue nelle sue battaglie, mille passioni tra le quali quella per i cavalli e il folclore, ma prima di tutto, Linda. La sua adorata Linda. Linda Nanu ha 21 anni, e quando è nata, a causa di un parto un po’ complicato, è venuta alla luce con qualche problema. Ma cresce comunque piena di stimoli, Linda, e oltre alla musica di Tiziano Ferro e ai cavalli, le piace un sacco anche andare a scuola.

Per questo, mamma Franca Puggioni è contenta quando la vede frequentare le elementari e le medie a Sedilo dove abitano, e poi è felice quando finalmente trova la sua strada anche alle scuole superiori.

La giovane Linda si iscrive all’istituto nuorese “Francesco Ciusa”, di viale Costituzione, all’inizio segue il corso per oreficeria, poi, invece, un paio di anni fa cambia strada e si iscrive nella sezione che si occupa di “moda e costume”. Ma il cambio di corso, al quarto anno, causa qualche difficoltà alla giovane Linda.

«Già da allora – spiega mamma Franca – dopo aver visto che aveva seguito l’anno ma non era andata troppo bene, ho chiesto alla scuola e poi anche al Provveditorato, di far ripetere l’anno a mia figlia, ma mi hanno fatto capire che non era possibile per questioni di soldi e di nomine di insegnanti. Ma del resto, ero già abituata, alle battaglie per difendere il diritto di mia figlia di stare a scuola, e di starci con un’assistenza adeguata. L’anno prima, infatti, avevo dovuto presentare un ricorso al Tar per riuscire a far avere a Linda un numero adeguato di ore di sostegno, e l’avevo vinto. Pensavo, speravo, che le battaglie fossero finite, e invece, lo scorso anno, il quinto, è stato peggio».

Nello scorso autunno, infatti, Linda deve affrontare un ricovero in ospedale per una polmonite. Poi si riprende, torna a scuola, ma purtroppo, dopo poco, finisce di nuovo in ospedale. E così, sui banchi del Ciusa, ci ritorna solo a Pasqua, ad anno scolastico già abbondantemente avanzato. Gli stessi suoi insegnanti, nel verbale di un consiglio di classe che Franca Puggioni avrebbe recuperato solo in seguito, sono concordi nel giudicare Linda “non ammessa (all’esame, ndr) per mancata frequenza”. Mamma Franca, dunque, è tranquilla. Sembra un paradosso, ma sì, Franca Puggioni vuole proprio che sua figlia sia bocciata, ma lo vuole perché Linda è una studentessa disabile che per ragioni di salutenon ha potuto frequentare come avrebbe dovuto l’ultimo anno delle scuole superiori.Per i suoi docenti, dunque, Linda Nanu “non è ammessa all’esame per mancata frequenza”. «Ma poi – spiega mamma Franca – scopro che nei quadri finali, firmati dal preside Franco Cucca, affianco al nome di mia figlia, c’era scritto “obbligo assolto”. Ma scherziamo? Che vuol dire? Come si spiega che per i docenti doveva ripetere l’anno, e che per il preside, invece, ha “assolto l’obbligo scolastico”? Mia figlia ha diritto a ripetere l’anno. Darò battaglia, ho consegnato tutto a un avvocato, e in queste ore mi presenterò a scuola con Linda».

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