La Nuova Sardegna

Nuoro

Un anno scolastico in tono minore per il calo dell’offerta

di Tito Giuseppe Tola
Un anno scolastico in tono minore per il calo dell’offerta

Macomer, l’istituto “Amaldi” perde sessanta alunni Quaranta studenti non potranno finire il corso di studi

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MACOMER. Meno scuole e meno alunni a Macomer nell’anno scolastico iniziato ieri mattina con il suono della prima campanella. Sono quasi 2500 (esattamente 2466) gli alunni iscritti alle scuole cittadine. Il numero comprende anche gli alunni delle scuole elementari di Borore, Sindia e Bortigali che fanno capo agli istituti comprensivi di Macomer.

È una campanella “stonata” quella che ieri mattina ha chiamato in classe alunni e studenti delle scuole materne, elementari e medie e dei due istituti superiori. La scuola inizia infatti con i problemi di sempre e con un impoverimento dell’offerta dovuta alla cancellazione di un’autonomia scolastica, quella dell’Istituto professionale “Amaldi” che è stato accorpato all’Istituto tecnico “Satta”. Insegnanti e alunni lo interpretato come la fine della scuola, più o meno come accadde per la scuola agraria di Bara, che con un’offerta formativa sempre meno appetibile, perse alunni e fu alla fine soppressa. L’Istituto professionale ne perde sessanta con un colpo solo. Si tratta di quelli che avrebbero dovuto frequentare i corsi serali, che quest’anno non sono stati attivati. A meno che le cose non cambino, per loro la campanella non suonerà neppure nei prossimi giorni.

Il numero degli alunni iscritti alle scuole di Macomer è in calo. Nel 2014-2015 erano 2556. Quest’anno sono 90 in meno con una perdita del 3,5 per cento. Dieci anni fa (anno scolastico 2005-2006) gli alunni iscritti alle scuole di Macomer erano oltre tremila. Il crollo è evidente. Le cause sarebbero da ricercare in parte nel calo delle nascite e nel decremento demografico, ma anche nell’offerta formativa che, per quanto riguarda le superiori, evidentemente con convince. E poi bisogna fare i conti con le certezze minate e scelte come quella di non attivare i corsi serali dell’Amaldi, dove 40 studenti non avranno possibilità di completare il corso di studi (molti sono adulti che già lavorano o casalinghe) o di non sdoppiare una classe prima con 29 iscritti, fra i quali due portatori di handicap di cui uno grave, al Liceo delle scienze umane, dove sette alunni sono stati “convinti” a cambiare indirizzo.

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