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Nuoro

Il futuro di Ottana Polimeri: domani un vertice in Regione

di Federico Sedda
Il futuro di Ottana Polimeri: domani un vertice in Regione

C’è attesa per la sorte degli 80 lavoratori cassintegrati. Il sussidio termina il prossimo 8 novembre L’obiettivo è dare il via libera al piano proposto dal gruppo di Paolo Clivati: 50 milioni di investimento

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OTTANA. Cresce la mobilitazione e la paura per il futuro degli 80 lavoratori di Ottana Polimeri. Lo striscione affisso all’ingresso della sede della Provincia, nel corso dell’incontro che si è tenuto venerdì scorso a Nuoro per fare il punto sulla vertenza, parlava chiaro: «- 58 al licenziamento». Meno 58 giorni, cioè, alla scadenza della cassa integrazione. Che scadrà il 9 novembre prossimo. Quello striscione era il simbolo della paura e dell’angoscia dei lavoratori. La paura che la cassa integrazione, senza un piano industriale credibile e serio, non venga rinnovata. Aprendo così la strada al licenziamento. Per allontanare quello spettro e simboleggiare ancora di più il loro dramma, i lavoratori, quello striscione, lo porteranno domani anche a Cagliari per esporlo nella sede del palazzo regionale di viale Trento nel corso dell’incontro che si terrà, con inizio alle 15, per discutere, ancora una volta, sul futuro della loro fabbrica. Al vertice, convocato dall’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, parteciperanno i segretari territoriali confederali e di categoria di Cgil, Cisl e Uil, la Rsu, i rappresentanti della Confindustria nuorese e degli enti locali e i dirigenti dell’azienda. Il vertice sarà preceduto a mezzogiorno da un incontro con i consiglieri regionali del Nuorese. Stavolta, nella trasferta di Cagliari, non sono ammessi rinvii. La scadenza della cassa integrazione straordinaria impone che si passi dalle parole ai fatti. Dove per fatti si intende il via libera a un piano industriale che dia prospettive concrete di ripresa. Un piano che l’azienda, in linea di massima, ha già presentato annunciando un investimento di 50 milioni di euro del gruppo Clivati-Indorama per rimettere in moto la filiera della chimica sarda con un processo produttivo che passa da Sarroch (ex Versalis e Saras) a Ottana (Ottana Polimeri). C’è, però, ancora un nodo da sciogliere, quello più importante: la disponibilità dell’Eni a cedere a Ottana Polimeri gli impianti dismessi di Sarroch. Operazione, questa, necessaria per mettere a disposizione dello stabilimento di Ottana la materia prima fondamentale per riavviare la produzione del pet. I tempi per chiudere il cerchio sono stretti. Soprattutto perché incombe la scadenza della cassa integrazione. Che, con la nuova normativa, prevede una procedura rigida e veloce. Con date certe e piani industriali certificati. “Tutto deve essere chiuso al massimo entro la prima decade di ottobre” – fanno sapere i sindacati, preoccupati per l’incertezza che grava ancora sul futuro degli operai. Il primo obiettivo è quello di mettere in sicurezza economica i lavoratori, rinnovando la cig straordinaria per un altro anno. Per farlo occorre, però, che il ministero dia il via libera al piano industriale di riconversione produttiva o di ristrutturazione aziendale. Il ciclo deve essere completo. Altrimenti si rischia grosso».

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