La Nuova Sardegna

Nuoro

Oltre 20mila visitatori per Vivian Maier

di Tiziana Simula
Oltre 20mila visitatori per Vivian Maier

Numeri record in due mesi per la mostra allestita al Man. Bilancio positivo anche per i musei dell’Istituto etnografico

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NUORO. I numeri record del Man, il progetto di rilancio dell’Isre con la creazione di un polo museale, la riapertura del Tribu, la cui gestione sarà presto affidata con un nuovo bando. È stata una stagione positiva per i musei della città, in un’estate baciata dal ritorno del turismo nell’isola che ha avuto le sue ricadute positive anche sul fronte della cultura nuorese. Musei che guardano con interesse anche settembre, mese che molto può ancora dare in termini di visitatori, mettendo nel contempo in cantiere nuovi progetti e mostre per i prossimi mesi.

Il Man. Il Man festeggia quota 21mila visitatori in due mesi: il fascino di Vivian Maier ha fatto il botto in città, incantando migliaia di visitatori italiani e stranieri che hanno raggiunto il capoluogo barbaricino per ammirare gli scatti della tata francese al servizio delle famiglie benestanti di New York e Chicago. Scatti con i quali ha catturato, sin dai primi anni Cinquanta, la vita nelle strade delle città in cui ha vissuto, senza mai far conoscere il proprio lavoro. Un grande successo per il Man, al quale ha senz’altro contribuito una scelta vincente: museo aperto con orario continuato tutti i giorni, dalle 10 del mattino alle 8 di sera. A cui si aggiunge l’ingresso gratuito ogni prima domenica del mese. «Una grande sorpresa», commenta con soddisfazione il direttore del Man, Lorenzo Giusti. Cataloghi esauriti in tre settimane («siamo alla seconda ristampa»), e anche mille ingressi in un giorno. «I grandi numeri ci fanno piacere, ma non sono il nostro fine ultimo – spiega il direttore –. Per noi è più importante rendere palese lo sforzo di coerenza che le nostre attività cercano di mettere in campo. La mostra di Vivian Maier è certamente significativa in sè, ma ancora più significativo è, per noi, il suo dialogo con gli altri progetti espositivi e didattici, in particolare con la mostra di collage di Thomas Hirschhorn. Un lavoro che riflette sul nostro rapporto con l’immagine, sul flusso di informazione visiva a cui ogni giorno siamo sottoposti e sulla nostra capacità di vedere realmente ciò che guardiamo».

L’Isre. Numeri positivi anche per il sistema museale dell’Isre, che registra un incremento dei visitatori rispetto ai mesi estivi dell’anno scorso: poco meno di 11.400 ingressi per il Museo etnografico e 7.700 per Casa Deledda, da maggio ad agosto. «Siamo soddisfatti – dice il presidente dell’Isre, Bruno Murgia – ma l’ambizione è fare molto meglio. Partendo dal nuovo progetto a cui stiamo lavorando». Un importante progetto di restauro, riqualificazione e ampliamento finalizzato alla creazione di un polo museale integrato, con l’apertura del nuovo Museo del costume, ormai in dirittura d’arrivo (il taglio del nastro è previsto entro l’anno), la ristrutturazione del vecchio e il riallestimento di Casa Deledda. Un’iniziativa di rilancio attraverso la quale l’Isre intende rinnovare il sistema museale e proporre al visitatore un’offerta più competitiva. «Con l’apertura del nuovo Museo del costume, circa 2mila metri quadri di allestimento, e la riqualificazione del vecchio, contiamo di triplicare il numero dei visitatori. Vogliamo renderci più competitivi», prosegue Bruno Murgia. Che spiega anche come mai, in un’estate piena di turisti, i musei dell’Isre chiudessero alle 6 di sera, con pausa di due ore nel pomeriggio. «Il taglio di un milione di risorse da parte della Regione ci spinge a fare economia, gli orari vanno visti in base alla disponibilità che hai – dice il presidente –. Con il bilancio che abbiamo, dobbiamo davvero fare i salti mortali».

Tribu. Novità anche per il Tribu, inaugurato in occasione del Redentore, dopo la ristrutturazione. L’amministrazione comunale ha previsto l’apertura del museo per un mese in attesa che ne venga affidata la gestione.

«Stiamo predisponendo il bando per l’affidamento del servizio – spiega l’assessore alla Cultura, Sebastian Cocco – La gestione potrebbe essere esternalizzata oppure mista pubblico-privato». Nel frattempo, a occuparsi dell’apertura sono tre ragazzi del servizio civico, con la supervisione dell’assessorato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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