Salumificio di Irgoli, dopo 50 anni una nuova rinascita
Battacone: «Stiamo ripartendo dopo tante difficoltà. Salviamo un’azienda che è patrimonio dell’intera Baronia»
IRGOLI. Cambia nome l’azienda produttrice, ma la salsiccia Murru che compie 50 anni rimane un prodotto leader in Sardegna. A piccoli passi, ma con determinazione, il Salumificio di Irgoli che adesso si chiama Salumeria Sarda sta andando avanti nonostante i tempi difficili. Dietro la sua storia più recente c’è una scommessa: quella dei 23 ex dipendenti con a capo l’amministratore delegato Michele Battacone, ex sindaco del paese, che stanno riportando in auge un prodotto che ha scritto un pezzo di storia del settore. Un marchio, quello fondato dall’ex emigrato di Irgoli Antioco Murru, che ha dato lustro alla Sardegna sfornando prodotti di alta qualità, e ha dato lavoro a tante famiglie prima di un forse evitabile declino che ha portato al cambio di gestione.
«Stiamo riprendendo il mercato – commenta Battacone – stiamo risalendo la china lavoricchiando, perché parlare di lavoro oggi , sappiamo cosa significa visti i tempi che corrono, ma voglio dire che stiamo tenendo il passo per tenerci in piedi, che è l’aspetto più importante. E pian piano stiamo riconquistando fette di mercato che erano venute meno nell’ultimo periodo e comunque c’erano le difficoltà conosciute che hanno portato a una situazione irreversibile – commenta Battacone. Il nuovo leader dell’impresa ripercorre le tappe del salumificio, e in particolare le difficoltà che ha attraversato soprattutto nell’approvvigionamento delle materie prime. Si parla dei primi mesi del 2014.
«Noi – spiega – abbiamo preso la gestione nel mese di aprile del 2014. Sono rimasti i dipendenti che non hanno fatto la scelta di andare via di fronte alle difficoltà. Sono rimasti sino alla fine e hanno deciso di scommettere su una ipotesi di rilancio dell’azienda». Ma le difficoltà, non sono ancora finite. «La prima – dice l’ex sindaco di Irgoli - che è legata al momento generale con la crisi sui consumi e di conseguenza una competizione globale che comporta difficoltà anche per andare a fare la spesa e, per prodotti come la salsiccia, a maggior ragione, perché improntata sulle produzioni tipiche locali. L’altro grosso ostacolo è quello di partire da zero e costruire un percorso ex novo, altro è riprendere un discorso e risalire la china di fronte alle difficoltà che si erano create nei confronti dei clienti, e quindi, riappropriarsi della fiducia da parte dei clienti e non solo del consumatore ma anche delle grossa distribuzione in Sardegna». Un serie di problemi importanti che si stanno affrontando e fino ad oggi il Salumificio Sardo sta tenendo il passo sfornando prodotti di qualità.
«Nel momento in cui abbiamo ripreso l’attività abbiamo deciso di puntare tutto sulla qualità, non lasciare nulla al caso. Fare un prodotto che arrivasse nelle case e quindi nelle banco frigo della distribuzione, quanto più integro utilizzando carni fresche. Adesso fondamentale è la scelta delle carni; una carne nazionale fresca costa minimo un euro e 50 trasformata con il calo peso si arriva a oltre due euro, solo m parlando di carni se poi aggiungiamo tutte le tecniche per stagionare il prodotto si arriva ad un 40 per cento di calo peso. «Noi stiamo puntando ad una stagionatura ottimale che dia stabilità al prodotto. Insomma, stiamo facendo una scelta che nell’immediato non ci premia come margini, ma ci premia nel medio e lungo periodo. I mercati sono quelli locali e nazionali, ma qualcosa la stiamo portando anche fuori, Germania e Belgio, grazie a qualche collaborazione. Andiamo vanti. Non era possibile perdere una opportunità di lavoro sia per noi sia per chi verrà, è una scommessa non da poco. Salviamo un’azienda che è patrimonio non solo di Irgoli ma dell’intera Baronia».
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