Un trapiantato al rally: «Lo sport salva tante vite»
Tra i protagonisti della gara di ieri in città c’è anche il 41enne Sandro Porcu «L’amore per le auto mi aiuta a trasmettere messaggi importanti»
NUORO. P. John Faber, autore della poesia “Valore di un sorriso”, scrive che un sorriso dona sollievo a chi è stanco, rinnova il coraggio nelle prove e nella tristezza è medicina. Sandro Porcu, quarantunenne nuorese, trapiantato di reni e pancreas dal 2012, e un’incredibile passione per l’automobilismo, soprattutto per i rally, il dono contagioso del sorriso ce l’ha innato. E anche quando la vita sembrava dare mille ragioni per piangere, è riuscito a dimostrare che ci sono mille ed una ragione in più per sorridere. Ecco perché la sua partecipazione al grande rally (Isola di Sardegna - Trofeo strada del cannonau), riproposto dopo otto lunghi anni nel Nuorese, e che ieri ha attraversato le strade di Nuoro, rappresenta sicuramente “l’evento nell’evento”.
E soprattutto punta a diffondere un messaggio: «Donare gli organi è utile e importante». Sandro Porcu ha una storia simile a quella di tanti altri giovani; eppure al tempo stesso unica, perché a lieto fine e capace di far riflettere.
Prima la convivenza, non sempre facile, col diabete di tipo 1; poi – dopo un peggioramento negli ultimi anni – la via d’uscita miracolosa e quasi inattesa: il trapianto combinato rene-pancreas, avvenuto nell’ottobre 2012 all’ospedale Brotzu di Cagliari. «Mi ritengo fortunato _ spiega col suo immancabile sorriso _ perché appena dopo quattro mesi di dialisi ho trovato il donatore compatibile».
Un tempo di attesa breve, dunque, che tuttavia è stato più che sufficiente per capire la sofferenza di tanti altri, dializzati da anni. Da allora, con il tesseramento e poi l’impegno in prima persona (tesoriere) nell’associazione “Donare, donarsi”, fondata a Nuoro su iniziativa di Francesco Logias, stimato primario di Nefrologia e Dialisi del San Francesco, Sandro Porcu ha una missione: «Essere di aiuto, per fare passare il concetto di un dono che salva altre vite. Penso che uno sport come il rally, sia lo strumento ideale per puntare sui giovani, sempre ricettivi quando si parla di cultura della donazione». Un messaggio che a Sandro non è difficile saper trasmettere, anche perché il trapianto ha significato non solo la guarigione, il ritorno alla vita, ma gli ha permesso di dare sfogo alla sua passione per i rally. «L’amore per auto e rally me lo ha contagiato mio padre, ma non avevo mai potuto praticare per via del diabete. Ora che le mie condizioni di salute sono ottime, ho potuto conseguire la licenza Csai, e ieri ho potuto fare il mio esordio come navigatore nell’equipaggio con il pilota Thomas Cucca, anche lui nuorese, all’esordio nei rally, ma con esperienza negli slalom e nelle gare in salita».
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