Caro gasolio e caso-fondi: la protesta dei pescatori
SINISCOLA. Caro gasolio, pesce fondali sempre più poveri e Regione che non riesce ad intercettare i fondi europei dedicati al settore, crescono le proteste nella marineria di La Caletta che dà da...
SINISCOLA. Caro gasolio, pesce fondali sempre più poveri e Regione che non riesce ad intercettare i fondi europei dedicati al settore, crescono le proteste nella marineria di La Caletta che dà da vivere ad un centinaio di famiglie. «Vorremmo conoscere i programmi che l’assessore all’agricoltura sta mettendo in atto per il settore – dice un rappresentante locale della piccola pesca – In questo momento, si stanno presentando progetti per i fondi Feamp 2014-2020 cig. Un importante obiettivo che sostiene i pescatori alla transazione verso una pesca sostenibile e agevola l’accesso ai finanziamenti – dicono i pescatori locali – Ma dalla Regione, nessuno si è preso la briga di promuovere delle riunioni illustrative per aiutare le comunità costiere a diversificare le loro economie con progetti finanziari».
L’Italia, dispone di una dotazione finanziaria di 573 milioni di euro riservati al settore e vanno quindi predisposti dei programmi operativi specificando le modalità di utilizzo delle risorse e i pescatori, chiedono di essere informati su questi bandi comunitari. Proteste ci sono anche per le modalità dell’arresto temporaneo del fermo pesca per le imbarcazioni che praticano la pesca a strascico. Il decreto dell’assessorato alla agricoltura emanato il due settembre, prevede infatti che i pescherecci possano effettuare il fermo in due trance, la prima dal 15 settembre al 14 ottobre, o in alternativa dal 29 settembre al 28 ottobre. «In pratica – dicono alcuni rappresentanti della piccola pesca – Il decreto, anziché imporre ai pescatori a strascico un periodo fisso dove la pesca è vietata, consente di scegliere le date che fanno più comodo. Un sistema che non consente quindi alla fauna marina di riprodursi in tranquillità visto che il prelievo seppure in maniera più limitata continua ininterrottamente per due mesi».
I pescatori, sono poi contrari al regolamento che consente ai pescatori che hanno la doppia licenza di esercitare la piccola pesca durante il fermo. Succede infatti che le barche abilitate sia allo strascico che alla pesca con nasse e palamiti, possano durante l’attività di fermo sbarcare le reti da strascico in banchina ma proseguire a pescare con gli altri attrezzi. «Si tratta di una concorrenza sleale, la Regione dovrebbe vietare questa attività che alimenta i malumori e impoverisce ancora di più il nostro mare mentre chiediamo urgenti provvedimenti per limitare i danni provocati alle reti dai delfini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
