L'annuncio di Agostino Cicalò: "Il Governo ha già chiuso la Camera di Commercio"
Le dichiarazioni del presidente durante l'incontro disertato dai politici locali. Associazioni e sindacati: "Mobilitazione del territorio contro l'ennesimo scippo"
NUORO. «Il Governo ha già messo la croce sulla Camera di Commercio» parole di Agostino Cicalò, presidente della Camera nuorese. Pronunciate a voce bassa e a testa ancora più bassa nella sala delle riunioni dell’ente, in via Papandrea, tra il disinteresse di chi è stato eletto a difendere pubblicamente questo territorio dai tagli dello Stato.
Mentre la Camera di Commercio sta consumando lentamente i suoi ultimi giorni di agonia annunciata, nessun politico si sta preoccupando del suo futuro. Soltanto Luigi Crisponi, consigliere regionale, ma soprattutto imprenditore e profondo conoscitore della materia («C’è un convitato di pietra in questa riunione ed è la Regione alla quale, da quel che possiamo constatare, poco o niente importa della Camera di Commercio di Nuoro e delle imprese del centro Sardegna»), si è presentato all’appello lanciato dai vertici della Camera di Commercio.
Poco dopo è arrivata una nota di Daniela Forma, anche lei consigliere regionale e imprenditrice («Sulla Camera di Commercio di Nuoro i consiglieri regionali del territorio faranno la loro parte, domandando al Presidente della Regione una forte ed immediata azione nei confronti del governo nazionale perché venga salvata».
Mentre a Roma, il senatore Giuseppe Luigi Cucca sta cercando di ricucire i fili di un discorso che sembrava incanalato nella giusta direzione, dopo l’accoglimento del suo emendamento relativo alla specifità del territorio e all’eccellente lavoro svolto negli anni, ma che ora sembra sia stato definitivamente tagliato. Per il resto, silenzio. Nessun altro politico si è fatto vivo o si è interessato alla vicenda.
E così, se non interverranno fatti nuovi, a questo punto potrebbero anche essere definiti clamorosi, la Camera di Commercio di Nuoro è destinata alla chiusura. E al conseguente accorpamento con quelle di Sasari e Oristano.
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