La Nuorese prigioniera in aeroporto: niente pullman
NUORO. «Basta, pretendiamo rispetto. Una squadra non può restare prigioniera in un aeroporto. Dov’è la tanto decantata continuità territoriale se quando si arriva a Olbia, con ore e ore di ritardo...
NUORO. «Basta, pretendiamo rispetto. Una squadra non può restare prigioniera in un aeroporto. Dov’è la tanto decantata continuità territoriale se quando si arriva a Olbia, con ore e ore di ritardo sull’orario previsto, non si trova più il pullman che deve riportarci a casa? Siamo stufi di essere trattati, anzi maltrattati così». Michele Artedino, presidente della Nuorese, è furibondo dopo che per la seconda volta in 15 giorni la squadra è stata costretta a ricorrere a mezzi di fortuna per fare rientro a Nuoro dall’aeroporto di Olbia a notte fonda. «Meridiana ci ha soltanto comunicato che il volo da Roma sarebbe partito in ritardo – ha continuato il presidente –. Un ritardo che si è dilatato a dismisura e così siamo atterrati a Olbia intorno a mezzanotte. Quando ormai i pullman in coincidenza con i voli erano già andati via. E non si dica che la colpa è degli autisti dei mezzi, perché tra gli accordi sulla continuità c’è anche un articolo riferito a questo specifico argomento che sottolinea il fatto che devono aspettare un’ora. Così la Nuorese per la seconda domenica è stata costretta ad arrangiarsi con mezzi di fortuna. A queste condizioni – ha concluso con amarezza Michele Artedino – in Sardegna non si può fare sport ad alto livello». (plp)
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