Gli antichi usi contadini rivivono nelle cortes
Ad Austis oggi entra nel vivo la tappa dell’evento “Autunno in Barbagia” Maschere in piazza all’imbrunire e poi balli, mostre e percorsi turistici
AUSTIS. Il percorso di Autunno in Barbagia fa tappa ad Austis, dove da ieri è iniziata, con un buon successo di pubblico, la manifestazione di Cortes Apertas. Un evento quasi senza contributi pubblici che si affida totalmente al volontariato per dimostrare l'essenza dell'ospitalità paesana, basata sui piatti tipici. Quelli senza contaminazioni, da gustare negli agriturismo presenti, strutture che sono di complemento all'attività agropastorale e danno il meglio di se quanto a produzioni e impiego di materie prime aziendali nelle pietanze servite. Dopo l'inaugurazione degli spazi espositivi, la manifestazione entra nel vivo con le parti legate al folklore locale, al canto e all'arte religiosa. Una quarantina gli allestimenti, curati dalle associazioni del paese. Molto attivo il gruppo folk Sant'Antonio, che ha animato le serate precedenti e i suonatori del paese, ovvero Silvano e Roberto Fadda, il giovane Fabio Onnis. Nei percorsi storici del paese si rivive una parte della vita contadina e agropastorale.
Tra gli eventi di pregio la visita ai luoghi di interesse ambientale: da Bortamelone, a su Nou Orruendeche alla mitica rocca de Sa Crabarissa, la pastorella trasformata in pietro secondo una antica leggenda locale. E nel mito affondano anche le storie delle maschere locali, che all'imbrunire di stasera faranno la loro comparsa in piazza Cavour, dopo aver percorso, alle ultime luci le strade del centro storico per eseguire i giri rituali attorno al fuoco. Sos Colonganos e s'urtzu vengono citati negli scritti del gesuita Bonaventura Licheri, originario dei Neoneli che nei suoi scritti settecenteschi racconta dei Colonganos, con le loro maschere di sughero e rami di corbezzolo, il loro carico di ossa animali, danzanti davanti ai fuochi di sant'Antonio. Il loro ballo tetro animerà la serata dei turisti, che si intraterranno oltre il vespro.
Tra gli eventi da visitare le mostre etnografiche a cura del gruppo Sant'Antoni, del sodalizio Colonganos, la mostra dei centenari ritratta da Pierino Vargiu. Imperdibile anche la parrocchia di Santa Maria Assunta, ove è posto il cristo ligneo realizzato dal compianto Elio Sanna, artista di rara sensibilità, scomparso prematuramente. A cura dell'associazione Panettieri invece sarà curata la mostra sulla trasformazione del grano e sul pane.
È previsto un bus per accompagnare i turisti verso il santuario di Sant'Antonio da Padova, situato in località Basiloccu, dove, a cura della leva si organizza s'ottada de sa festa e sant'Antoni. Balli, tenores sono assicurati fino a tardi sia con i gruppi folk ospiti che con i suonatori locali che secondo tradizione termineranno di suonare all'alba.
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