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Milioni a rischio, la Coldiretti si mobilita

Milioni a rischio, la Coldiretti si mobilita

Agricoltori e pastori pronti a marciare su Cagliari. «La Regione aveva promesso di occuparsi del problema refresh»

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NUORO. Pronti alla mobilitazione se la Regione non tiene fede agli impegni presi nel 2014. Pastori e agricoltori non hanno più tempo da perdere. «Il presidente Pigliaru aveva promesso un impegno personale ma al momento non riscontriamo nessuna novità» attacca Simone Cualbu, presidente della Coldiretti Nuoro Ogliastra. «Dopo un anno dalla nostra denuncia pubblica e l’assenza di atti concreti sul problema refresh la giunta esecutiva della Federazione  ha deciso di convocare tutti i soci a Nuoro per condividere le strategie della mobilitazione. Abbiamo imprese agricole con premi arretrati da anni, che ormai ammontano a migliaia di euro, con il paradosso che Agea oltre a chiedere i soldi indietro, li sta già trattenendo alla fonte dai vari premi comunitari».

«Vogliamo vendere e far arrivare le imprese agricole nei mercati internazionali però non si fa abbastanza per farle sopravvivere in Sardegna. Il problema – sottolinea il presidente provinciale della federazione – non è tecnico ma solo politico, serve un forte intervento da parte delle istituzioni che però non c’è stato e continua a non esserci». «La situazione è arrivata al limite – prosegue Aldo Manunta, direttore della stessa Coldiretti Nuoro Ogliastra –, chi può risolvere il problema pur avendo le soluzioni e il tempo non ha fatto nulla. Ora non resta che la mobilitazione».

Il punto dolente, dunque, è il cosiddetto “refresh”, ossia l’aggiornamento effettuato dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) della propria banca dati grafica, il Sistema informativo geografico (Gis), che ogni anno interessa 1/3 del territorio italiano secondo un piano definito con la Commissione europea. Nel 2013 è toccato a Sardegna, Liguria, Abruzzo, Marche, Toscana, Puglia, Sicilia. Il Gis è un’unica banca dati grafica, comprensiva delle ortofoto di tutto il territorio (in cui la superficie è distinta tra uso agricolo e non agricolo), alla quale fanno riferimento tutte le informazioni alfanumeriche e tutti i “tematismi” agricoli. L’ortofoto digitale rappresenta l'immagine del territorio e costituisce la fonte oggettiva di riscontro dei dati contenuti nelle domande di aiuto presentate dalle aziende agricole per i settori di intervento. Esse sono ottenute attraverso riprese aerofotografiche ovvero attraverso l’acquisizione di immagini satellitari ad alta risoluzione (50 cm a terra). L’aggiornamento delle immagini avviene su richiesta dei servizi della Commissione Ue e serve per verificare se, rispetto all’ultimo rilevamento, si sono registrate modifiche, se cioè l’uso del suolo è passato da agricolo a non agricolo o viceversa.

E qui sta il nocciolo della questione. «La differenza tra suolo agricolo e non agricolo. è fondamentale – spiegano alla Coldiretti – perché le superfici classificate come non agricole non possono beneficiare dei contributo comunitario. Non solo; le aziende che riportano nel proprio fascicolo aziendale superfici che dal 2010 al 2013 avessero cambiato destinazione saranno soggette al ricalcolo dell’aiuto e se nel frattempo avessero beneficiato di qualche premio, ora non più dovuto, saranno soggette non solo alla riduzione dell'importo ammissibile ma anche al recupero di importi già erogati con successiva ed eventuale applicazione anche di sanzioni». La Coldiretti, in sostanza, contesta dell’ultimo refresh un’interpretazione «ultra restrittiva nell’attribuzione dei codici di pascolamento, cioè dei codici di utilizzo del suolo, che non rispecchiano la realtà sarda caratterizzata da un’alta estensione della macchia mediterranea, con la conseguente esclusione dai premi di migliaia di ettari di terra». L’impegno preso dal presidente della Regione Francesco Pigliaru era proprio questo: farsi portavoce a Roma di una situazione paradossale che potrebbe essere sbloccata facilmente, se solo la politica, sarda prima di tutto, avesse più orecchie per ascoltare agricoltori e pastori.

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