Siniscola, no alle dimissioni del sindaco
Il Consiglio comunale ha bocciato la richiesta dell’opposizione di mandare a casa Rocco Celentano
SINISCOLA. La richiesta di dimissioni del sindaco Rocco Celentano, avanzata dai gruppi all'opposizione, è stata respinta durante il consiglio comunale di martedì con 11 voti contrari e 4 favorevoli. Respingimento che ha investito anche la richiesta di ufficializzare un atto di indirizzo per la costituzione di parte civile dell'ente,utile se, nell'udienza preliminare del prossimo 29 ottobre, vi saranno elementi validi per il rinvio a giudizio del primo cittadino, imputato per abuso in atti d'ufficio in concorso col resposabile dell'ufficio tecnico del comune di Siniscola. La vicenda si riferisce alla mancata attuazione di due ordinanze di demolizione in data del 2011 , in capo ad un unico proprietario, di una mansarda abusiva a La Caletta e un immobile agricolo per il quale è stato riscontrato un illegittimo cambio di destinazione d'uso. Nell'avviso di fissazione dell'udienza risulta come parte offesa anche il Comune di Siniscola, se si dovesse accertare la responsabilità per omissione di attuazione di quanto prevede il DPR 380/2001, esecuzione di demolizione e ripristino o l'acquisizione degli immobili al patrimonio comunale. E’ proprio su questo punto che si è incentrata la richiesta avanzata dai gruppi di opposizione, che prima hanno chiesto invano il rinvio della discussione dei punti all'ordine del giorno per assenza di alcuni consiglieri, per poi prendere atto, dice Nino Fronteddu «che si è agito in maniera scorretta, avendo noi altre volte consentito il rinvio della seduta per assenza di componenti della maggioranza. Sta di fatto – continua il consigliere – che Celentano è imputato per dei reati che gli sono contestati evidenziando un conflitto tra la sua difesa e la difesa delle ragioni dell'Ente che lui stesso rappresenta». Sul piano politico poi Nino Fronteddu sottolinea che l'assunzione di un incarico istituzionale comporta degli obblighi nell'applicazione della legge ed eventuali atti omissivi stanno alla base degli interessi della comunità da tutelare. Per il sindaco la fase di richiesta di rinvio a giudizio non comporta la necessarietà di avanzare le dimissioni. «Non c'é sentenza definitiva di condanna. Se la via da seguire fosse quella delle immediate dimissioni – dice Rocco Celentano– non vi sarebbe un sindaco nella provincia di Nuoro e forse nell'intera regione a poter rimanere in carica».
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