Rischio frane nel centro di Desulo
Sotto accusa i canali tombati che attraversano due rioni del paese
DESULO. «L’abitato di Desulo è minacciato da ben due frane, una che riguarda il rione di Ovolaccio e l’altra quello di Issiria. In caso di piogge torrenziali o smottamenti dalla parte alta,mezzo paese rischia di finire in rovina. Ma nessuno si prende la responsabilità di valutare questi rischi». All’indomani del ciclone che ha martoriato Olbia ed il sud Sardegna, il sindaco di Desulo Gigi Littarru lancia l’allarme sulla situazione del centro barbaricino.
«Le frane – afferma Littarru – sono state censite dal 1915, quando comparvero per la prima volta causando vittime e sfollamenti. In quegli anni, grazie all’aiuto di alcuni prigionieri austriaci, le maestranze locali realizzarono canali di guardia. Gli amministratori impedirono le costruzioni nelle zone pericolose e un casello del genio civile venne costruito in paese per tenere sotto occhio il fenomeno».
Poi gli anni 60’ cancellarono tutto. «Negli anni del boom edilizio – aggiunge Littarru – vennero rilasciate tante licenze edilizie, anche con l’assenso del genio civile che fino a qualche anno prima vietava le costruzioni. Ne è nato uno sviluppo edilizio abnorme che ha messo in crisi tutta la rete dei canali e degli scarichi a valle. Con il risultato che metà paese potrebbe subire una situazione simile a Villagrande Strisaili».
Ora il comune di Desulo si appella alle istituzioni per avere un minimo di fondi per mettere in sicurezza il paese. «Con i canali di guardia tombati, la parte mediana del paese presenta dei rischi enormi. Lungo la via Lamarmora ci sono edifici a rischio cedimento strutturale. Stiamo studiando delle contromisure, ma in caso di emergenza non ci rimarrebbe che assistere impotenti al disastro. Ma non abbiamo ne soldi e ne mezzi, e avendoli non possiamo spenderli per il patto di stabilità. Dovesse succedere l’irreparabile, nessuno potrà dire di non esser stato avvisato».
Il primo cittadino di Desulo dunque lancia l’allarme su un tema di stretta attualità, quello dei canali tombati che stanno provocando disastri ovunque nell’isola. Da qui la richiesta alla Regione e alle istituzioni competenti di interventi rapidi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google