Posada, class action contro Abbanoa
POSADA. Giallo paglierino, giallo zafferano, ocra e oro, sono solo alcune delle gradazioni di colore dell’acqua che da almeno un settimana sgorga nei rubinetti delle case di Posada. Una delle...
POSADA. Giallo paglierino, giallo zafferano, ocra e oro, sono solo alcune delle gradazioni di colore dell’acqua che da almeno un settimana sgorga nei rubinetti delle case di Posada. Una delle certezze che si avevano sinora è che l’acqua per rispettare i valori di salubrità, oltre che essere inodore e insapore, doveva essere anche incolore ma questa purtroppo è una caratteristica che manca al liquido erogato da Abbanoa in tutte le case del paese e delle frazioni. Si aggravano quindi i problemi per i residenti costretti da alcuni mesi a fare i conti con l’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua. Una situazione che ha portato disagi e pesanti danni all’immagine del paese ma a differenza di altri paesi perlomeno, l’acqua non puzzava e non aveva colori strani. La situazione è però peggiorata da qualche giorno e ora con quello che scende dai rubinetti, tanti rifiutano di farsi la doccia, figuriamoci poi lavarsi i denti o curare l’igiene intima. Un contesto davvero drammatico che dovrebbe perdurare ancora per qualche giorno, fanno sapere dal gestore idrico. A sentire Abbanoa infatti, la colorazione dell’acqua è dovuta al fatto che l’acqua dell’invaso del Maccheronis a causa delle piogge è diventata una poltiglia di fango mentre anche a Frunche Oche per lo stesso motivo nelle tubazioni finisce acqua torbida. «Ho subito chiesto spiegazioni – dice il sindaco Roberto Tola che qualche mese fa aveva denunciato Abbanoa e Consorzio di bonifica per la scarsa qualità dell’acqua – mi è stato riferito che la situazione dovrebbe rientrare alla normalità fra qualche giorno».
Per il momento però le famiglie sono costrette all’acquisto di acqua minerale con ovvi disagi e ulteriori spese. Stanchi di protestare ci si sta organizzando con una class action. L’avvocato Mara Lapia sta infatti preparando un’azione legale di massa a tutela dei cittadini. Ieri, è stato chiesto ufficialmente al sindaco per quanto tempo, negli ultimi cinque anni, l'acqua è stata dichiarata non potabile poi nei prossimi giorni si inizierà a lavorare per preparare l’esposto per chiedere ad Abbanoa che riduca del 50 per cento le bollette, risarcendo così i cittadini di quanto pagato sinora per il servizio di potabilizzazione. Nei prossimi giorni sarà indetta una riunione per tutti coloro che vogliono partecipare alla class action. (s.s.)
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