Tossilo, approvate le linee dell’accordo
L’Unione dei comuni ha discusso la relazione della fase 2: si punta su ambiente, archeologia e servizi sul territorio
MACOMER. L’Unione dei comuni del Marghine ha discusso la relazione programmatica della fase due dell’Accordo di programma di Tossilo e ha approvato le linee guida degli interventi che per una nuova fase di sviluppo puntano su ambiente, archeologia, patrimonio di impianti sportivi, infrastrutture ambientali e valorizzazione dei servizi, a partire da quelli scolastici con la creazione del polo tecnico professionale. La nuova fase dell’Accordo di programma di Tossilo è lo strumento attraverso il quale i sindaci del Marghine intendono rilanciare Macomer e il territorio e prevede una serie di azioni e di interventi sui quali si punta per porre le basi di una nuova crescita che crei sviluppo e occupazione. «L'obiettivo strategico di questo strumento – aveva detto il presidente dell’Unione dei comuni, Antonio Succu, nel corso di un incontro sui contenuti del nuovo accordo – era e resta lo sviluppo ecocompatibile della zona incardinato su una reale capacità di generare e aumentare la ricchezza e il lavoro, di innalzare la qualità dell’istruzione e di aumentare le opportunità di realizzazione personale e di impresa». Archeologia e ambiente, dunque, per portare avanti un discorso di crescita turistica legata non solo al visitatore che viene per trascorrere una vacanza o in visita ai monumenti, ma anche a quella del turismo sportivo che può essere favorita dalla valorizzazione degli impianti di cui dispongono Macomer e i comuni del territorio. Gare importanti richiamano centinaia di persone, una presenza che crea movimento economico e nell’immediato dà lavoro a bar e ristoranti, ma rappresenta anche una potenziale clientela per le produzioni locali dell’agroalimentare. Nello stesso discorso si inserisce la proposta di valorizzazione di scuole, uffici e servizi storici presenti da sempre a Macomer e nel Marghine che lo Stato cancella con un processo di arretramento che impoverisce e spopola il territorio. Il polo tecnico professionale, che si completa con l’Istituto tecnico superiore e i suoi nuovi indirizzi formativi, è uno degli obiettivi ai quali si guarda per rilanciare il sistema scolastico della zona. Questo senza trascurare la possibilità di attrarre e avviare nuove attività. Le aree industriali urbanizzate ci sono e l’ampliamento di Tossilo ne ha creato molte altre. Ci sono anche i capannoni in disuso svuotati dai fallimenti che possono offrire disponibilità logistica immediata alle nuove imprese se si riuscirà a renderli disponibili. (t.g.t.)
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