Fonni, i volontari dell’Avis in prima linea da 25 anni
L’associazione dei donatori di sangue celebra l’anniversario della fondazione Raduno di 70 sezioni comunali dell’isola. Verrà intitolata una piazza
FONNI. Venticinque anni di sacrifici, sempre in prima linea per una battaglia importantissima che è quella di incentivare la donazione del sangue. E di raccogliere il liquido della vita che aiuta tantissime persone. Una autentica missione quella dei volontari dell’Avis di Fonni che ieri hanno presentato la quarta giornata del donatore. La manifestazione si terrà domenica e prevede un ricco calendario di eventi. Questo in quanto il sodalizio fonnese festeggia i 25 anni di fondazione.
Nell’occasione sarà ufficialmente ufficializzata con opportuna toponomastica la piazza Donatori di sangue. Un iter che è partito dal 2004 con la realizzazione del monumento al Donatore, scultura realizzata da Giovannina Coinu di Fonni e relativa indicazione della piazza. La stessa è stata riconosciuta ufficialmente dall’amministrazione comunale con delibera nel 2013. Domenica però la solenne inaugurazione con l’intitolazione “Piazza Donatori di sangue”, inserita nella carta toponomastica del paese. All’evento saranno presenti il vice presidente nazionale Avis il vicario Rina Latu, il presidente regionale Antonello Carta e quello provinciale Pier Luigi Barigazzi. Sono state coinvolte 70 sedi comunali provenienti da tutta la Sardegna, sono invitati i 209 soci dell’Avis di Fonni di cui 120 vanno premiati con la consegna degli attestati e medaglie in base alle donazioni effettuate. Le donazioni di sangue raccolto in 25 e pari a 7.100 flaconi, una media di 284 sacche all’anno.
«In 25 anni – spiega il presidente Stefano Busia – abbiamo fatto convegni medici con esperti di fama regionale e Nazionale: Licino Contu, Lenzerini , Del Giaco, Gabbas, Bitti su temi legati al sangue, alle patologie, alla prevenzione. Seminari sono stati trattati anche su fumo, alcool e patologie devianti. Abbiamo dato rilievo anche ai trapianti di midollo osseo, sclerosi multipla. E poi tanti incontri donazione del sangue e con concorsi con i ragazzi scuole elementare, medie e superiori e istituito borse di studio ai ragazzi diplomati».
Una via fatta di sacrifici, di levatacce e di giri con l’autoemoteca nei vari paesi. Un contagio positivo, che ha “infettato” anche altri paesi. Come Desulo, dove grazie anche all’impegno del presidente Busia è nata la sezione locale dell’Avis. Poi tante storie umane che «ti lasciano il segno e ti arricchiscono sempre di più. Perché la cultura del dono è qualcosa di fondamentale, perché attiene ad aspetti intimi della vita umana stessa». Una storia che è consacrata in un opuscolo che racconta la storia di questo importante sodalizio che ha sempre coinvolto centinaia di persone. Il volumetto è stato realizzato grazie al contributo del Comune di Fonni, Bim Taloro e Csv Sardegna Solidale.
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