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Bonificata l’area del poligono di tiro

Bonificata l’area del poligono di tiro

Macomer, la risposta del sottosegretario alla Difesa dopo la polemica sui residui militari

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MACOMER. Il materiale residuo delle esercitazioni con lancio di bombe a mano rimasto ai bordi di una pista che collega la postazione di tiro del poligono di S’Ena Ruggia sul monte Sant’Antonio non poteva creare pericolo per l’incolumità e la salute della popolazione e dei militari che frequentano il poligono e l’area è stata accuratamente bonificata e controllata. Questa, in sintesi, la risposta che il sottosegretario, Domenico Rossi, ha dato in Commissione Difesa all’interrogazione che il deputato di Sel Michele Piras aveva presentato sull’argomento. «Il 5° Reggimento genio guastatori, ente gestore del poligono – ha detto il sottosegretario – , ha rimosso tale materiale e lo ha stoccato presso il reparto stesso, per procedere, poi, alla sua alienazione o all’invio presso apposite strutture per il successivo smaltimento. Sebbene il materiale fosse accumulato sul lato destro della strada che conduce alle postazioni di tiro per le esercitazioni, l’operazione di rimozione non ha interessato soltanto l’area dove e stato rinvenuto, ma l’intera superficie occupata dal poligono».

Il sottosegretario Rossi ha concluso dicendo che lo scorso 6 ottobre, personale specializzato delle Forze Armate ha eseguito una serie di rilevazioni «di determinati parametri chimici e fisici della matrice suolo presso i luoghi del ritrovamento, nell’ambito della programmazione annuale delle attività di monitoraggio ambientale chimico, biologico, radiologico e nucleare, al fine di escludere con certezza la presenza di qualsiasi elemento di rischio per l'incolumità della popolazione e del personale militare che opera presso il poligono».

Michele Piras si è dichiarato solo parzialmente soddisfatto. «È positivo che, in seguito alle denunce e all’atto parlamentare da me depositato – ha detto – , l’Esercito abbia provveduto a bonificare l’area e ad avviare una adeguata analisi ambientale. È tuttavia assurdo che quella discarica, costituita da materiali esplosivi abbandonati fra il 1983 e il 1996, abbia avuto bisogno di pubbliche denunce e di 19 anni per essere ripulita .Continuo a trovare imbarazzante che non vi sia nessuna richiesta pubblica di scuse da parte delle Forze Armate per simili gravi violazioni del territorio e che anzi si riscontri un atteggiamento auto assolutorio, teso ad affermare il massimo rispetto delle norme ambientali, anche di fronte all’evidenza di quanto accaduto».

«Il ministero – ha concluso il parlamentare – non assumerà alcuna iniziativa di carattere disciplinare volta a individuare ed eventualmente punire i responsabili di questo scempio. Mi auguro davvero che una situazione di questo tipo non debba mai più ripetersi, soprattutto per il rischio corso dalle persone, cosa per la quale forse almeno il sottosegretario avrebbe potuto chiedere scusa». (t.g.t.)

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