Nuoro, otto rinvii a giudizio per assenteismo
Sotto accusa alcuni dipendenti di un centro di formazione professionale della Regione. La difesa: è tutto giustificato
NUORO. Per la difesa, si tratta in gran parte di assenze più che giustificate o comunque motivate da impegni inderogabili. Per l’accusa, invece, si tratta di assenteismo bello e buono, che il codice penale inquadra nel reato di truffa ai danni della Regione Sardegna e che gli uomini del nucleo tributario della Guardia di finanza nuorese hanno accertato con mesi di appostamenti discreti e filmati ripresi persino da una vecchia cabina telefonica di via Ragazzi del ’99.
Per il gip Mauro Pusceddu che ieri ha disposto il rinvio a giudizio degli otto indagati, infine, la vicenda merita senz’altro di essere approfondita nel corso di un processo che comincerà il prossimo 11 gennaio e nel corso del quale gli imputati potranno difendersi e sostenere le loro ragioni. È approdata nella tarda mattinata di ieri, con otto rinvii a giudizio, un’inchiesta delle Fiamme gialle nuoresi, coordinata dal pm Andrea Schirra, che finora era rimasta confinata nelle carte degli inquirenti.
Sotto accusa ci sono otto dei 19 dipendenti del Centro regionale formazione professionale che da tempo occupa uno stabile al numero 60 di via Ragazzi del ’99, nel colle di Biscollai. Gli otto rinviati a giudizio sono Martino Corimbi, Graziella Biccone, Giovanni Sotgiu, Giuseppe Tiddia, Francesca Fenu, Alessio Sanna, Francesco Bussu e Franco Ruiu. Tutti, in gran parte nuoresi, tutti dipendenti della struttura di via Ragazzi del ’99. A far scattare le indagini nei loro confronti, cominciate nell’ottobre del 2013 e terminate nel marzo 2014, erano state le denunce presentate da alcuni funzionari del centro di formazione professionale, stanchi evidentemente di assistere a uno spettacolo che ritenevano davvero poco edificante: quello offerto da alcuni loro dipendenti, che abbandonavano spesso il loro posto di lavoro e uscivano senza passare il loro “badge” nell’apposito lettore.
Il nucleo tributario della Guardia di finanza nuorese li aveva pedinati per mesi e filmati anche a distanza grazie a diverse telecamere mentre, durante l’orario di lavoro e senza aver “strisciato” il tesserino elettronico, facevano acquisti, si intrattenevano al bar, o facevano la spesa in alcuni market o nei centri commerciali.
Un dipendente in particolare, stando a quanto emerge dalle indagini, era stato più volte richiamato dai responsabili del centro, ma nonostante i rimproveri, secondo l’accusa aveva proseguito nel suo andazzo, accumulando così ben 90 ore di assenze ingiustificate. Toccherà al giudice monocratico, da gennaio in poi, decidere chi ha ragione tra accusa e difesa.
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