Un consiglio comunale dedicato ai lotti di Coronas
Macomer, esaminato il problema degli usi civici e dei costi per i cittadini Il consigliere di minoranza Gian Franca Deriu lascia per motivi di lavoro
MACOMER. Nel corso della riunione di consiglio comunale che si è svolta giovedì si è parlato del percorso per il passaggio di proprietà dei lotti di Coronas sgravati dal vincolo di uso civico ai cittadini che li hanno acquistati tra gli anni Trenta e gli anni Settanta, dello svincolo nord sulla ss 131 che collegherà Macomer e del baratto amministrativo che sarà possibile dal prossimo anno. L’attenzione del dibattito si è concentrata soprattutto sulla questione degli usi civici e dei costi che i cittadini interessati dovranno sostenere per sanare un pasticcio amministrativo che si trascina da quanto, un’ottantina di anni fa, il comune iniziò a vendere come lotti edificabili i terreni di Coronas, che rientrano nel patrimonio indisponibile dell’ente in quanto appartenenti all’intera collettività e quindi gravati da vincolo. In apertura di seduta è stata data notizia delle dimissioni del consigliere di minoranza Gian Franca Deriu, la quale ha deciso di lasciare l’impegno politico per motivi di lavoro. Dovrebbe subentrare Rita Atzori, prima dei non eletti nella lista della quale faceva parte Gian Franca Deriu. Nel gruppo è la terza sostituzione nell’arco di due anni e mezzo. Prima ha lasciato Gavino Guiso, eletto nella stessa lista, ed era subentrata Deriu. Sulla questione degli usi civici ha chiarito dubbi e perplessità sollevati dalla minoranza l’assessore alle finanze e urbanistica Gian Franco Congiu, il quale si è soffermato sull richiesta di un euro a metro quadro avanzata dal comune per la stipula dell’atto, sulla scelta si puntare su un rogito notarile anziché sulla stipula dell’atto di vendita col segretario comunale e sull’allarme suscitato dalle voci sull’obbligatorietà di quello che appariva come un balzello e la conseguente emissione di cartelle di pagamento da incassare attraverso Equitalia. Per la richiesta di un euro a metro ha detto che ai cittadini si sta chiedendo di contribuire alle spese sostenute dal comune per la pratica degli usi civici, che ammontano a 7700 euro. «Lo impone la legge», ha spiegato. Ha poi ricordato che nel 2004 il comune ne spese, senza risultati, 40 mila, che però non vengono richiesti. Sulle modalità del rogito ha spiegato che il costo del contratto stipulato col segretario comunale va da 1700 a 1850 euro, col notaio costa da 1900 a 2100 euro. Il primo lo fa quando è libero dalle attività di istituto, cioè con tempi lungo. Il notaio lo fa subito. «Chi ha soluzioni migliori si faccia avanti», ha detto. Ha concluso precisando che non c’è nessun obbligo di stipula del rogito e che il comune ha fatto in coscienza la sua parte per sanate un’anomalia di vecchia data. (t.g.t.)
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