Cocco: «Biblioteca Satta no elemosine, sì alle idee»
L’assessore alla Cultura: «Basta con la vecchia politica del “cappello in mano”, occorre un cambio di passo e l’ingresso di associazioni, privati e progetti»
NUORO. La premessa, dice, è che è arrivata l’ora di relegare per sempre al passato “la politica del cappello in mano”, ovvero di quel genere di atteggiamento che a periodi più o meno fissi prevede prevede di chiedere alla Regione, come elemosinanti, di concedere finalmente i fondi dovuti, per la biblioteca Satta ma non solo. Il succo del discorso, invece, è un’apertura decisa al contributo dei privati, sponsor ma anche associazioni, nella gestione e nella vita stessa della gloriosa realtà culturale di piazza Asproni. Perché, ribadisce anche in un commento sulla sua pagina Facebook, l’assessore comunale alla Cultura, Sebastian Cocco, «La concezione per cui i servizi publici devono essere gestiti (solo) da enti pubblici la ritengo datata. In città vi sono realtà private, anche associative, consolidate che potrebbero sostenere concretamente l'istituzione bibliotecaria. Sono sicuro che sul contenitore ci si metterà d'accordo». Tra interventi, dipendenti in fermento, e polemiche, torna di grande attualità, dunque, in queste ore, la biblioteca Satta. E torna di grande attualità soprattutto il dibattito che risorge attorno a una domanda precisa, che lo stesso assessore Cocco ha lanciato nei giorni scorsi sfruttando i potenti mezzi di internet e dei social network: “Biblioteca Satta”, aveva scritto, “Che fare?”.
Una domanda per tastare il terreno, insomma, per sentire le opinioni di alcuni suoi concittadini e magari vedere che effetto faceva un progetto che in realtà stava già nascendo nella sua mente. Basta con la politica “del cappello in mano”, e apertura ai privati, alle associazioni, e a tutti coloro che hanno buone idee e stimoli culturali per imprimere una svolta decisa al futuro della Satta.
Perché finora, l’assessore Cocco lo ribadisce anche attraverso una nota stampa, il dibattito sulla biblioteca e su tutto ciò che significa per i nuoresi e per tutta l’isola, si è sempre arenato su questioni ben diverse. «Ci si è incartati – spiega l’assessore alla Cultura – con il commissariamento del 2011, in disquisizioni giuridiche sul tipo di assetto da assegnare al Consorzio, con la soppressione delle Comunità Montane e ora si rischia di commettere lo stesso errore a fronte di un sostanziale disimpegno della Provincia che ha di fatto ridotto a un terzo il contributo che ha sempre conferito».
Per Cocco, insomma, «Occorre un deciso cambio di passo e una nuova visione delle nostre istituzioni culturali, compresa evidentemente la loro “madre”, ovvero la Biblioteca Sebastiano Satta e i suoi operatori che l’hanno, nonostante tutto, tenuta in vita e fatta crescere. Non possiamo più affidarci esclusivamente alla discontinua ed episodica beneficenza dell’assessore regionale di turno». Per l’assessore «è arrivato il momento in cui, oltre a un rinnovato coinvolgimento dei Comuni della Provincia, debbono avere un ruolo un ruolo fondamentale anche i protagonisti locali del mondo della cultura, delle imprese, dell'editoria, della cooperazione, dei lavoratori come pure i numerosi intellettuali nuoresi sparsi per il mondo».
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