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Nuoro

Dorgali, i volontari riportano in vita il decimo “cuile”

di Nino Muggianu
Dorgali, i volontari riportano in vita il decimo “cuile”

Nuova scommessa vinta per il comitato spontaneo Unica “paga”, dopo tante fatiche, è un classico spuntino

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DORGALI. Operazione compiuta, anche lo storico cuile di Su Listincu , nel Supramonte dorgalese è ritornato al suo antico splendore grazie all’incessante e impagabile attività del Comitato spontaneo per la ricostruzione dei cuiles storici del territorio. Alle 14.20 di qualche giorno fa l’opera d’arte (da tutti gli addetti ai lavori è stato classificato il più bello in assoluto) è stata conclusa con la consueta foto di gruppo e lì immancabile bevuta a base di cannonau. E il decimo cuile che viene ristrutturato dal gruppo di appassionati.

Secondo Anzelinu ( Angelo Carta scrittore e insegnante di matematica in pensione) ideatore dell’iniziativa assieme a Tonio Sale sor Fanzellos e Tattanu, questo dovrebbe essere l’ultima fatica del gruppo. «Basta non ne voglio più sentir parlare, non sembra ma dietro c’è una organizzazione non indifferente»: è un frase che va dicendo da dieci anni, da quando per la prima volta si parlò di ricostruzione del cuile di Ziu Raffaele a Doinanicoro. Sicuramente, smaltita la sbornia di stanchezza si parlerà del prossimo obbiettivo.

Una decisione che spetta solo al comitato organizzatore. Sulla scelta della struttura da prendere in mano, non c’è una vero proprio motivo se non quello che sia in una posizione strategica oggi per il turismo legato al trekking. Mettere a disposizione di tutti la piccola struttura di pietre calcare e rami di ginepro è l’unico obiettivo del gruppo che lavora a gratis. Unica “paga” è lo spuntino che ogni volta viene fatto uno di quelli in stile pastorale con tutte le lecornie che offre questo mondo. Di quelli che sai quando inizia e non si sa quando finisce con la gente che racconta tutti gli aneddoti degli altri cuiles. Una giornata di festa in amicizia tra gente che quasi non si conosce e che il cuile unisce quasi in un girotondo a torno a se.

Si tratta, insomma, di una cosa di cui andare fieri e poter raccontare a tutti coloro che rimangono increduli. ComE una coppia di turisti trentini che ai volontari ha chiesto: «Ma come non vi danno i fondi necessari per fare un lavoro così straordinario»? La risposta è arrivata in coro: «No, è una cosa che non ci interessa».

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