Piano per le emergenze: tutto ok
Macomer è il primo comune della Sardegna centrale ad averlo adottato: scarso pericolo di alluvioni
MACOMER. Macomer è uno dei primi comuni sardi a essersi dotato di un piano di protezione civile, lo strumento che pianifica gli interventi di soccorso e tutte le azioni da porre in essere e le attività da avviare in caso di emergenza legata a calamità naturali o altri eventi. Il consiglio comunale lo ha approvato nel mese di luglio del 2011 e il piano, che nel frattempo è stato rodato con esercitazioni su emergenze simulate, compirà cinque anni nell’estate del prossimo anno. Nella Sardegna centrale il comune di Macomer è stato il primo ad approvare il piano di protezione civile, la cui efficacia è stata verificata nel mese di novembre del 2013 quando una tromba d’aria si abbattè su Macomer causando danni ingenti, ma fortunatamente nessun ferito.
Macomer non corre il rischio di alluvioni perché la sua collocazione favorisce il deflusso dell’acqua anche in caso di nubifragi con precipitazioni forti e incessanti. È vero che può accadere che si allaghino strade e scantinati o, come è già accaduto, che qualcuno rimanga intrappolato con la macchina nel sottopasso allagato, ma viene escluso che gli allagamenti creino situazioni disastrose simili a quelle registrate nel 2013 e meno di un mese fa a Olbia o in altri comuni sardi. Anche Macomer, però, può andare incontro a emergenze. I rischi possibili sono legati agli incendi e alle nevicate eccezionali, ma è stata considerata anche la possibilità di un disastro ferroviario per la presenza della strada ferrata Cagliari-Porto Torres che attraversa e divide l’abitato. Rispetto al passato il rischio di un disastro ferroviario oggi è comunque molto più ridotto perché sono una quindicina i treni che transitano giornalmente nella tratta che attraversa l’abitato, contro i 37 convogli – tra i quali diversi adibiti al trasporto merci che oggi non c’è più – che attraversavano la città fino a poco più di dieci anni fa. Un ipotesi improbabile, dunque, ma tanto meglio se non si verifica. Il piano comunale di protezione civile pianifica l’emergenza e indica, passo dopo passo, le procedure da seguire se si verifica un evento calamitoso o comunque un incidente che metta a rischio l’incolumità o la salute della popolazione. Gli strumenti fondamentali del piano sono due: il comitato comunale di protezione civile e il centro operativo comunale. Il primo pianifica gli interventi, individua le misure di prevenzione e di prima emergenza e forma i volontari, mentre il secondo è sostanzialmente la sala operativa del comune per la gestione delle emergenze. Il piano è stato avviato e gestito nella fase di avvio e negli anni successivi dall’allora assessore Giovanni Lai, che lo ha rodato e portato a livello operativo anche con simulazioni di emergenze. La speranza, naturalmente, è che non si verifichino situazioni tali da imporne l’attivazione, ma l'esperienza insegna che è meglio tenersi pronti per parare colpi di situazioni e fenomeni avversi. In poche parole, si pensa al peggio sperando che non accada mai nulla.
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