La Nuova Sardegna

Nuoro

«Zona franca, un volano straordinario»

di Luciano Piras

Il senatore Pd Cucca risponde a Corda e a Prevosto: «Basta con le polemiche prive di fondamento»

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NUORO. «Un volano straordinario per 61 Comuni sardi, quindi per tutta l’isola». Per il senatore Giuseppe Luigi Cucca è una certezza. Tanto che il suo recente intervento sulla Zona franca aveva l’obiettivo di strigliare Regione e Comuni «affinché la Sardegna non perda anche questo treno». E proprio da questa certezza parte per replicare a Felice Corda e Carlo Prevosto. «L’enfasi non è mai stata una mia prassi comunicativa nella vita politica, anche quando il caso lo avrebbe richiesto – sottolinea il parlamentare rispondendo a Corda –. In realtà il virgolettato è estratto da un concetto più ampio, ovvero: “Dobbiamo fin da oggi – insiste Cucca – affrettarci ad adire a tutte le azioni necessarie affinché i nostri Comuni e i nostri concittadini possano beneficiare di quella che è stata una battaglia vinta dalla Sardegna”. L’apposizione del simbolo “ ” a sostituzione di parti di un periodo citato è un’abitudine di buona scrittura, oltre che in questo caso di onestà intellettuale» spiega Cucca.

«L’art. 13 bis della legge sugli enti locali  non prevede 5milioni di euro per le agevolazioni e/o i vantaggi fiscali derivanti dall’istituzione della Zona franca, li mette invece a disposizione per l’istituzione della stessa – risponde il senatore Pd al suo compagno di partito Prevosto –. Ricordo che nel 2009 ero in opposizione al consiglio regionale della Sardegna, che c’è una differenza di sostanza tra Zone franche e Zone franche urbane, che le somme stanziate per il sud Sardegna sono state frutto della condivisa iniziativa di forte rilancio territoriale ed economico, ma che nulla hanno a che vedere con la legge in questione». «Altrettanto vorrei ricordare – spinge Cucca – che non ci siamo “accorti della Zona franca”, siamo invece i firmatari degli emendamenti che hanno permesso l’adozione dell’articolo 13 bis della legge». «Un chiarimento doveroso», lo chiama Cucca, per tagliare corto con «l’accuse infondata» che Prevosto gli ha mosso sia su Facebook sia sulla Nuova.

«In Emilia Romagna il legislatore ha agito in modo differente – ricapitola il parlamentare –, impostando una politica a favore delle micro-imprese. In Sardegna si va a favorire tutto il tessuto economico-produttivo, attraverso agevolazioni che ancora vanno stabilite come l’articolo 13 bis cita, “la definizione delle agevolazioni alle imprese localizzate all’interno della  medesima è stabilita con  decreto  del ministro dello  Sviluppo  economico  di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze,  sentiti  la regione Sardegna e il Cipe ”. Per altro l’articolo 12,  relativo alle Zone franche dell’Emilia Romagna, “Istituisce la zona Franca” mentre l’articolo 13 bis, relativo alle Zone franche della Sardegna, reperisce gli strumenti finanziari e di legge per l’istituzione delle zone franche stesse, per cui vengono paragonati due articoli che trattano materie diverse, derivanti da ragioni diverse e da leggi diverse, esercitanti la loro azione su Regioni diverse, una a statuto ordinario e l’altra speciale».

 «L’Emilia – è sempre Giuseppe Luigi Cucca che parla – vede l’istituzione della zona franca a seguito della legge 28 marzo 2014, n. 50, della  legge  1º agosto2012, n. 122 e della  legge  27  dicembre 2006,   n.   296. La Zona franca in Sardegna deriva  dallo stato di  emergenza dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del  19  novembre  2013, pertinente alle conseguenze del ciclone Cleopatra. Dobbiamo guardare alla faccenda con visione unitaria, con la collaborazione di quanti più possibile, per ottenere da questa norma vantaggio competitivo e rilancio nei nostri territori. È ora di abbandonare  polemiche sterili e prive di fondamento che continuano a sottrarre spazio al nascere un dibattito costruttivo tra gli attori politici, sociali e del mondo dell’impresa».

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