Orti sociali, a Macomer è boom di richieste
Successo dell’esperimento del Comune con l’assegnazione di lotti ai cittadini L’agenzia regionale Laore ha incoraggiato e promosso l’iniziativa agricola
MACOMER. Durante l’estate hanno raccolto zucchine, sedani, melanzane, fagioli, pomodori di ogni tipo e persino angurie e meloni, che nonostante il clima della zona sono cresciuti abbondanti da metà luglio in poi. Gli orti sociali si preparano ora a cambiare produzione. L’agenzia regionale Laore ieri pomeriggio ha tenuto la prima lezione di coltivazione dell’orto invernale agli assegnatari degli appezzamenti affidati dal comune i quali nei prossimi giorni inizieranno a piantare cavoli, finocchi, bietole, sedano e cicoria. Carciofi no perché ai piedi del monte Sant’Antonio sono frequenti le gelate che manderebbero a farsi benedire il raccolto. Demetrio Manca dell’agenzia Laore di Siniscola ha spiegato come nei mesi autunnali e invernali un orto ben protetto può offrire raccolti interessanti e una riscoperta di ortaggi dimenticati. Nello stesso incontro sono stati assegnati sei lotti che si erano resi disponibili. Cinque sono andati ad altrettanti cittadini che avevano fatto richiesta ed erano stati inseriti in graduatoria e uno è stato assegnato al Serd, il servizio per il trattamento delle dipendenze dell’Asl che lo utilizzerà come attività di riabilitazione. L’assessore ai servizi sociali, Rossana Ledda, è riuscita a ottenere la collaborazione di Laore, Agris ed Ente Foreste creando una sinergia che ha permesso si sistemare un’area incolta a fianco alla mostra zootecnica rendendola produttiva. «È un progetto sperimentale riuscito – ha spiegato –, questi enti ci hanno aiutato a seconda delle loro competenze. Il tutto gratis. Il risultato è importante, soprattutto in termini di aggregazione. Contiamo ora di allargare gli spazi sistemando altri terreni». Unico elemento di rammarico è che non è riuscita a coinvolgere i giovani. I lotti sistemati sono 23. Nella zona l’acqua necessaria per l’irrigazione non manca e tutti hanno potuto disporne. La dimensione di un lotto è di 400 metri quadri, quanto basta per coltivare il necessario per una famiglia e anche di più. Piera Bacciu, responsabile del compartimento produzioni orticole di Laore della Sardegna centro occidentale, spiega che l’agenzia regionale ha incoraggiato e promosso la creazione di orti sociali in provincia di Nuoro e in altre parti della Sardegna. «A Macomer curiamo la parte tecnica del progetto realizzato dal comune – ha detto –, l’orto sociale consente l’uso di terreni inutilizzati coinvolgendo fasce di persone senza lavoro. L’orto può offrire anche la possibilità di un reddito. A differenza del frutteto, in tempi brevi può dare produzioni importanti e di qualità e, come in questo caso, si tratta di ottime produzioni biologiche».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google