La Nuova Sardegna

Nuoro

Parte la sfida del Nuorese, i sindaci: «Cambieremo la riforma degli enti locali»

di Gianna Zazzara
Parte la sfida del Nuorese, i sindaci: «Cambieremo la riforma degli enti locali»

Fronte comune contro la legge proposta dalla giunta regionale. «Non si può umiliare così un territorio»

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NUORO. I sindaci del Nuorese sono pronti ad aprire uno scontro frontale con La Regione. «La riforma degli Enti locali è un imbroglio», hanno detto in coro mercoledì sera alla prima riunione convocata da Andrea Soddu per discutere del disegno di legge all’esame del Consiglio regionale e mettere a punto una controproposta da inviare alla Giunta regionale. La sala era gremita. C’erano più di trenta sindaci arrivati da tutta la provincia.

Gli interventi. «Non ci stiamo, così ci costringono ad andare a Cagliari a chiedere risorse con il cappello in mano – ha detto Angelo Carta, sindaco di Dorgali e consigliere regionale del Psd’Az– Non si può umiliare così un territorio. Siamo una provincia con una specificità territoriale e culturale, dobbiamo essere noi a programmare la crescita, non Cagliari». I sindaci dicono no a una riforma che così com’è disegnata «favorisce chi ha di più e mette all’angolo le zone interne». Mentre Cagliari, infatti, avrà la sua area metropolitana, nel Nuorese ci saranno solo le Unioni dei comuni. «Questa riforma non ci dà autonomia – ha spiegato il sindaco di Siniscola Rocco Celentano – Le unioni dei comuni previste nel Nuorese non avranno alcuna capacità di spesa». Anche per Efisio Arbau nella doppia veste di sindaco di Ollolai e consigliere regionale della Base, il nodo centrale resta quello delle risorse. «Con questa riforma c’è il rischio che venga rimodulato il Fondo unico (i trasferimenti dalla Regione ai Comuni) a favore delle aree ad alta densità urbana. Questo fatto danneggerebbe il nostro territorio: i nostri comuni, che sono tutti molto piccoli, vederebbe una diminuzione consistente delle risorse». E poi l’affondo sulla riforma sanitaria: «Anche lì c’è un duopolio, Sassari e Cagliari. Tra queste due città, però, c’è un territorio rurale che deve essere riconosciuto. Anche il Nuorese ha diritto al suo polo sanitario, altrimenti il San Francesco diventerà un ospedale periferico».

La proposta. Il sindaco di Orune per criticare la riforma ha utilizzato la metafora della boxe: «La riforma è stata fatta ad arte: c’è un peso massimo, Cagliari, e tutti gli altri invece sono pesi piuma». »Ribelliamoci – ha insistito Michele Deserra – Il Nuorese deve diventare un’unica area vasta in grado di contrapporsi all’area metropolitana di Cagliari». Anche per Mario Calia, sindaco di Lula, la soluzione «è una sola vasta unione dei comuni» . Il sindaco di Desulo Gigi Littarru ha proposto invece di partire da una nuova grande provincia di Nuoro. «Una provincia che non replichi gli errori di quella attuale che non ha fatto nulla per i comuni delle zone interne. Anzi. Da qualche giorno sulla provinciale Desulo-Fonni non possono transitare nè gli autobus né gli autocarri. Un disastro». Per Stefano Coinu, sindaco di Fonni, bisogna cercare di modificare questa riforma perché il rischio è che «il Nuorese diventi una attrazione turistica, nulla di più». Preoccupato anche il sindaco di Oliena Martino Salis. «Bisogna muoversi in fretta. Siamo in ritardo e la colpa è nostra, non ci siamo accorti di quello che ci stava passando sotto il naso». Ma ora il dado è tratto. «Tutti uniti porteremo la nostra proposta in Regione – ha concluso il sindaco di Sarule Mariangela Barca– Se non ci ascoltano marceremo su Cagliari».

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