Il Terzo polo sanitario non s’ha da fare
L’assessore regionale Arru: «La riforma non si tocca. Il San Francesco sarà un ospedale di primo livello rinforzato»
NUORO. Partita chiusa per il polo sanitario del Nuorese. Luigi Arru, l’assessore regionale alla Sanità che tra qualche giorno incasserà il via libera della giunta al suo progetto di ridisegno della rete ospedaliera sarda, spegne le speranze di quanti puntavano a una correzione della riforma. «Gli hub si faranno a Sassari e a Cagliari – ribadisce l’assessore –. Il San Francesco sarà un ospedale di primo livello rinforzato». E questo perché, come ha detto Arru qualche giorno fa nel corso di un convegno sugli enti locali, «bisogna dire la verità. Chi mi crede se dico che l’ospedale di Nuoro è il migliore del mondo?». E se lo dice lui, che ha iniziato la sua carriera come ematologo proprio al San Francesco, c’è da credergli. «La sanità nuorese, questa è la verità, è agli ultimi posti per una serie di importanti indicatori». Quindi addio al Terzo polo sanitario sardo. «E poi basta parlare di poli – sbotta Arru –, i poli portano alle esclusioni mentre noi abbiamo necessità di creare reti se vogliamo offrire una sanità di qualità». Perché è questo il vero problema: se la Sardegna vuole un sistema sanitario di qualità ha bisogno di utilizzare in modo appropriato le risorse disponibili. «Diluire le risorse in più poli significherebbe sacrificare la qualità». E questo non ce lo possiamo più permettere: «In Sardegna i ricoveri sono tutti casi di bassa e media complessità, non ci sono cure intermedie forti. E così siamo costretti ad emigrare, anche per curarci».
Per l’assessore l’obiettivo della riforma sanitaria è quello di «migliorare i servizi offerti ai sardi assicurando l’assistenza sanitaria di qualità anche a quelle aree finora penalizzate». E precisa: «È una riorganizzazione che aggiunge, non toglie servizi. Se non si ridisegna il sistema continueremo ad utilizzare l’ospedale in maniera non appropriata». E il ruolo di Nuoro dopo l’approvazione della riforma? «L’ospedale di Nuoro è in una posizione privilegiata perché svolge una funzione attrattiva per il territorio. Infatti sono sempre di più i pazienti che si rivolgono alla sanità nuorese. Per questo voglio garantire l’esistente, il San Francesco sarà un centro di primo livello rinforzato». Rinforzato, ma non terzo polo sanitario come speravano in tanti. «L’ospedale di Nuoro avrà un ruolo fondamentale perché tutte le specialità che ha resteranno. Anzi, avrà un ruolo fondamentale anche nella cura di molte patologie. Al San Francesco arriverà anche la Breast unit, un centro multidisciplinare per la cura del tumore al seno». Per l’assessore la riorganizzazione della rete ospedaliera è necessaria: «Abbiamo bisogno di reti di patologia, in Sardegna ci sono più di 5mila persone affette da sclerosi mulipla. In tutta l’isola, poi, non c’è neanche un trauma center. Sono queste le priorità. L’obiettivo della riforma è offrire ai sardi un servizio sanitario di qualità».
E ci saranno finalmente tre basi per l’elisoccorso. «Una sarà proprio a Nuoro. Ora l’elicottero dei vigili del fuoco parte da Alghero, è assurdo». La riforma sanitaria targata Arru sarà approvata dalla Giunta regionale nei prossimi giorni. E a chi reclama il terzo polo sanitario risponde così: «Ripeto, quello che mi auguro è una svolta nel modello di cure che risponda alle esigenze dei pazienti, non a quelle dei partiti. Io devo essere credibile come sardo prima che come nuorese e ho un obbligo di fedeltà nei confronti di Francesco Pigliaru che mi ha chiamato al governo regionale come elemento di garanzia. E poi siamo seri, non posso fare lobbismo di basso profilo».
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