Roberto Capelli va all’attacco: «Operazione machiavellica»
NUORO. «E della machiavellica, “bipolare” proposta di razionalizzazione ospedaliera portata avanti dall’assessore Arru, ne vogliamo parlare?». Il deputato nuorese Roberto Capelli, Centro Democratico,...
NUORO. «E della machiavellica, “bipolare” proposta di razionalizzazione ospedaliera portata avanti dall’assessore Arru, ne vogliamo parlare?». Il deputato nuorese Roberto Capelli, Centro Democratico, scende ancora una volta in campo per difendere Nuoro e il Nuorese. «Non è il momento delle rivendicazioni o polemiche sul passato – dice –. Questo è il momento di mettere alla prova l’unità per il futuro». Il quadro generale, infatti, è disastroso. «Mi sembra di vedere un film già visto» sottolinea. «La discussione in corso sulla riforma degli enti locali in Sardegna si sta incanalando sullo stesso alveo che ha portato alla costituzione delle otto Province e successivamente alla loro abrogazione attraverso un referendum abilmente, e irresponsabilmente, proposto e strumentalizzato».
«Continuo a pensare che questa sia una discussione di palazzo nel momento in cui la stessa si caratterizza sulla richiesta di definizione di etichette, formule, gagliardetti e ruoli per gli amministratori. Vorrei quindi sollecitare un confronto con “Cagliari”, la giunta regionale e il consiglio regionale, su un altro piano – punzecchia Capelli –: 1) garanzia dei posti di lavoro, in loco, per i lavoratori, diretti e indiritti, delle altre sette Provincie; 2) garanzia sul trasferimento delle risorse per la gestione dei servizi; 3) garanzia sugli investimenti, infrastrutturali e non, utili al recupero del Gap sociale ed economico esistente tra le diverse aree della regione; 4) garanzia su un concreto decentramento istituzionale, burocratico/amministrativo della Regione; 5) garanzia sulla rimodulazione del fondo unico destinato agli Enti locali; 6) garanzia di pieno sostegno alle vertenze aperte con il Governo contro la cancellazione di presidi statali quali scuole, Camere di commercio, prefetture, motorizzazione civile, Archivi di Stato solo per citarne alcuni». «Questi sei punti – spiega il parlamentare –, indipendenti dalle formule legislative che si vorranno utilizzare per articolare la gestione del territorio e dal “titolo” che si vorrà dare ai vari amministratori locali, sono dirimenti per consentire quella perequazione storica, non compensazione, mai attuata concretamente in Sardegna. Sono anche sei punti che dovrebbero costituire i capisaldi di un patto tra i territori interessati che fin’ora si sono trovati a difendere autonomamente – chiude Capelli – le singole “espropriazioni” statali e regionali senza mai riuscire a farne un tema unitario, anzi spesso contrapponendosi gli uni agli altri alimentando una, sempre persa, guerra tra poveri».
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