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Nuoro

Mamoiada, boom alle “Tappas” richiamo per migliaia di persone

di Mattia Sanna
Mamoiada, boom alle “Tappas” richiamo per migliaia di persone

Traffico in tilt, file lunghissime per oltre venti chilometri di coda: è l’assalto al paese delle maschere Un risultato eccezionale che rappresenta una notevole soddisfazione per le tante attività economiche

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MAMOIADA. Lunghe code e traffico in tilt, il paese delle maschere sembra trasformarsi nell’Expo di Milano. Bisogna affrontare una lunghissima attesa per entrare nel borgo barbaricino, venti chilometri di coda, tra le tre e le quattro ore di viaggio per affrontare la breve distanza, che separa il capoluogo e il vicino paese del Nuorese. Le “Tappas” non tradiscono, infatti, le attese e le aspettative, registrando il pienone e il tutto esaurito.

Tanto che numerosi visitatori decidono di ripiegare sui centri vicini, spaventati da questo enorme afflusso di gente. Pullman stracolmi e un’infinità di macchine: già nelle prime ore della mattinata si perde il conto degli arrivi. I parcheggi diventano troppo pochi per accogliere le tantissime automobili.

Cifre impressionanti e presenze attestabili fra le diverse decine di migliaia, che vanno oltre le più rosee aspettative e le precedenti edizioni della kermesse, rientrante nel circuito di “Autunno in Barbagia”. Un risultato che premia l'impegno di una organizzazione multilaterale, frutto di un lungo lavoro, messa in piedi con grande impegno dalla amministrazione cittadina e dalle tante associazioni, delle quali è ricca la comunità.

Un risultato, che rappresenta una notevole soddisfazione per le tante attività economiche, per gli operatori e i volontari coinvolti. Serpentoni hanno fatto la comparsa fuori dai musei e dalle sale espositive e in coincidenza dei tanti punti ristoro, dove era possibile gustare le tante specialità tipiche di Mamoiada, messe a confronto con le prelibatezze di altre realtà regionali e della penisola. Dal Mario Dessolis, Pastore barbaricino, ad esempio, è possibile gustare un particolare tipo di kebab, a base di carne di vitella e pane lentu.

Al pub agricolo, invece, si può sorseggiare una gustosa birra artigianale, bionda o nera, e ballare al ritmo di musica ad alto volume. Alla locanda “Sa Rosada”, ancora, si possono ammirare le “Caras” dell’artista olianese Roberto Serri o gustare dell'ottimo porcetto arrosto, cotto sul momento nel fuoco.

Una coreografia di decine di spiedi, sospesi sulle braci e un fragrante profumo dà il benvenuto agli ospiti. “Tappas in Mamujada” è l’immagine stupenda di una realtà accogliente. Di un microcosmo, che si offre al pubblico, raccontando di sé nelle sue diverse e molteplici sfaccettature. L’itinerario archeologico e quello artistico. I monumenti e le chiese. Le maschere mediterranee e i costumi tipici, le origini e le radici. I Mamuthones e gli Issohadores si esibiscono in danze ritmiche. Le diverse formazioni, la Pro loco e l'Atzeni-Beccoi, i bambini e gli adulti disegnano un corteo geometrico, che descrive riti arcaici e millenari, risalenti alla notte dei tempi. Tra gli applausi scroscianti di un pubblico numeroso estasiato e piacevolmente sorpreso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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