La Nuova Sardegna

Nuoro

Abuso di alcol e droga nel Nuorese, allarme dell’Asl

di Stefania Vatieri
Un'immagine simbolo del consumo di alcol tra i giovani
◗
Un'immagine simbolo del consumo di alcol tra i giovani

Rosalba Cicalò, responsabile del SerD: «In aumento i giovani polidipendenti di età compresa tra i 15 e i 18 anni»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Generazione sotto spirito. Bevono, fumano, sniffano e a volte si impasticcano. È sempre più giovane e numeroso il popolo degli adolescenti barbaricini che sceglie le vie dello sballo.

A lanciare l’allarme è la direttrice del SerD di Nuoro Rosalba Cicalò, che parla di una vera emergenza tra i giovanissimi di età compresa tra i 15 e i 18 anni, sempre più inclini all’abuso di alcol. E non solo. «Si comincia a bere alcolici sempre più precocemente – spiega –, la prima bevuta si fa già a 13 anni, ma oltre ai tempi è cambiata anche la modalità di consumo, spesso finalizzata al “binge drinking”, cioè l’assunzione smodata di alcol finalizzata al rapido raggiungimento dell’ubriachezza e quindi dello sballo».

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:nuoro:cronaca:1.11991045:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2015/08/26/news/o-bevo-o-guido-oltre-quattromila-in-fila-all-etilometro-1.11991045]]

Ma a preoccupare maggiormente la direttrice del SerD di Nuoro, sono i mix da sballo di sostanze stupefacenti mescolate a dosi massicce di alcol. Trend, che da qualche anno sta prendendo piede anche nella provincia barbaricina, e soprattutto tra i più giovani. «In questo ultimo anno c’è stato un forte incremento di minori seguiti dal SerD – spiega Rosalba Cicalò –. Sono ragazzini tra i sedici e i diciotto anni caduti nella rete delle polidipendenze. Qualcuno di questi ci viene segnalato dalle scuole, ma la maggior parte dal Tribunale dei minori, ciò sta a significare che hanno commesso reati legati allo spaccio o al consumo di sostanze stupefacenti. Non si può quindi parlare solo di consumo singolo di droghe, ma bensì di vere e proprie miscele esplosive, dove l’alcol, gli energy drink e il tabacco la fanno da padrone – spiega –. Quello che è cambiato negli ultimi dieci anni è la velocità con la quale si trasformano i consumi e le “mode”, non si fa più in tempo a catalogare una sostanza che un minuto dopo se ne inventano un’altra. Ed è cronaca di questa estate, quando nella penisola numerosi ragazzini sono finiti in ospedale a causa di questi cocktail mortali, dove alle classiche e note sostanze si aggiungono le nuove droghe del terzo millennio, sconosciute nelle formulazioni e negli effetti». Sono le cosiddette bombe chimiche, sostanze sintetiche 2.0 commercializzate anche online come “prodotti naturali”, e in continua evoluzione per eludere le maglie della legge perché non ancora sottoposte a controllo, ma che possono rappresentare una grave minaccia per la salute.

«Non di rado i ragazzi scelgono di aggiungere nel cocktail da sballo anche questi nuovi preparati artificiali, senza neanche sapere cosa siano. Spesso arrivano al pronto soccorso con gravi intossicazioni, asfittici e nei casi più gravi in arresto cardiaco. I medici dal canto loro hanno grosse difficoltà ad operare perché non sanno bene cosa i ragazzi hanno assunto».

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.11920004:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2015/08/11/news/allarme-discoteche-i-gestori-sardi-ok-al-daspo-e-fuori-gli-under-18-1.11920004]]

Nel corso di un progetto internazionale, l’Health behaviour in school-aged children, promosso dall’Organizzazione mondiale della sanità, e al quale l’Asl di Nuoro ha partecipato, è emerso, attraverso il monitoraggio di oltre 300 studenti di 11 scuole di Nuoro e provincia, di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, il triste primato dei quindicenni barbaricini, ai primi posti come fumatori abituali. Per arrivare invece secondi, dopo la Valle d’Aosta, nell’abuso di alcolici e nella pratica del binge drinking.

«L’alcol è una sostanza insidiosa, e l’assunzione smodata apre le porte a tutto il resto – rimarca la Cicalò –. È la sostanza più sottovalutata di tutte, che in realtà può rivelarsi pericolosissima. La birra non è neppure concepita come un alcolico, e se prima il consumo seguiva il modello mediterraneo, dove il bicchierino si beveva giusto a tavola, ora impera il modello nordico, in voga tra i ragazzini. Inoltre penso che associare manifestazioni sportive all’assunzione di alcolici sia quanto di più sbagliato e diseducativo per le nuove generazioni, afflitte da una sopravvalutazione dei propri limiti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative