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Nuoro

Enti locali, futuro incerto per il Nuorese

di Francesco Pirisi
Enti locali, futuro incerto per il Nuorese

Sono ancora aperti i giochi sul destino della Provincia: ne parlano alcuni rappresentanti del territorio, da Carta a Deriu

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NUORO. Giochi sempre aperti per il futuro istituzionale del Nuorese, legato all’approvazione della legge della Regione sugli enti locali. Il provvedimento è all’attenzione della commissione Autonomia e Ordinamento regionale, con distanze ancora ampie tra forze politiche e territori. La Provincia, istituita nel 1926 dal governo fascista, uscirà comunque di scena con l’approvazione della riforma costituzionale del governo. Quale sarà il suo futuro? Se lo chiedono i 160mila abitanti rimasti legati a Nuoro, oltre ai 60mila dell’Ogliastra, che in dieci anni hanno realizzato e perduto il progetto dell’autogoverno.

Gli echi della discussione a Cagliari non portano conforto. Anche perché il motivo più dibattuto è riequilibrare le posizioni del nord dell’isola rispetto a Cagliari, che il ruolo di città metropolitana ce l’ha per “legge”, per i numeri e la storia. In capo a Nuoro qualche rischio in più. L’ha rimarcato la settimana passata a Porto Torres Angelo Carta (Psd’Az), consigliere regionale di Dorgali: «È necessario riflettere ancora, prima di votare una riforma che potrebbe bastonare il Nuorese». Lo stesso pericolo denunciato dal segretario territoriale della Cisl, Michele Fele, che ha paventato il ritorno a epoche in cui il distacco delle aree interne dai centri decisionali (soprattutto lo Stato) ha impedito l’affrancazione economica e soprattutto culturale. Oggi quell’accusa arriva direttamente alla Regione, che per la specialità del suo ordinamento ha avuto carta bianca per riformare il proprio assetto istituzionale. «Non vorremmo che l’amata Regione alla fine facesse figli e figliastri», ha affermato Fele.

Le idee in campo. Proprio sulla specialità istituzionale dell’isola ha spronato a giocare le carte l’ex presidente della Provincia, Roberto Deriu (Pd), oggi nei banchi dell’assemblea regionale: «È il modo per superare in maniera vantaggiosa lo schema dei due poli e il venire meno dell’ente Provincia. Credo che la soluzione migliore sia quella di un’area metropolitana tirrenica, con Nuoro, l’Ogliastra e Olbia, a cui siamo legati per tradizione e per interessi economici». Una proposta presentata in commissione Autonomia, della quale Deriu è parte, che per il momento non ha tuttavia fatto segnalare particolari favori tra gli interlocutori. Senza preclusioni premeditate. Il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli: «Tutte le ipotesi sono buone quando, così come quella dell’area tirrenica, consentono lo sviluppo delle comunità e dei territori. Per noi, e per il sottoscritto in particolare, c’è tuttavia il limite di non dividere l’unità della Gallura, per la quale abbiamo lavorato negli anni». Visioni e posizioni di rappresentanza delle comunità elettive contro le quali congiura la forza dei numeri, in questo caso dei consiglieri alla Regione. Una debolezza propria della proposta-Deriu, all’interno dello stesso partito, ma che potrebbe riemergere nel groviglio delle divisioni incrociate: «Non si tratta di forzare scelte o ottenere di più a scapito degli altri sardi, ma piuttosto creare aree omogenee per vocazioni ed esigenze. Questa è del resto la vera autonomia da tutelare come Regione».

La governance locale. Urgenza non presente nei pensieri del collega dei Riformatori, Luigi Crisponi, convinto che il cambio dei tempi abbia tolto utilità all’ente intermedio: «La nostra idea è per una “governance” locale, dove i protagonisti dovranno essere i sindaci, che conoscono e vivono i territori con le loro necessità». I tempi per chiudere la pratica si accorciano, nonostante le ripetute proroghe da Roma. La bozza presentata dall’assessore Cristiano Erriu è stata al centro del confronto nel gruppo consiliare del Partito democratico e poi un faccia a faccia poi tra il governatore Francesco Pigliaru e il presidente del Consiglio, il sassarese Gian Franco Ganau. L’ultima soluzione è aggiungere all’area metropolitana di Cagliari due grandi unioni di comuni, a Sassari e Olbia, con gli stessi poteri della prima e con competenza a programmare i finanziamenti europei. Su Nuoro ancora nubi autunnali.

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