La Nuova Sardegna

Nuoro

«Pigliaru salvi Ottana energia»

di Federico Sedda
«Pigliaru salvi Ottana energia»

La società francese Corstyrene scrive al presidente della Regione: per noi è di vitale importanza

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OTTANA. «Salvate Ottana Energia». L’appello per prorogare l’essenzialità della centrale termoelettrica di Ottana, stavolta, non viene dalla politica o dalle parti sociali, ma dal dirigente di un’azienda direttamente coinvolta nel possibile effetto domino che la probabile fermata degli impianti energetici di Ottana Energia avrebbe sul sito industriale del centro Sardegna. Luca Picinelli, procuratore generale di Corstyrene Italie, un’azienda italo-corsa coinsediata nel sito industriale di Ottana che produce polistirolo espanso, si rivolge direttamente al presidente della giunta ragionale, Francesco Pigliaru, con una lettera aperta.

«Ottana Energia – scrive il dirigente aziendale – è per noi di vitale importanza perché i suoi impianti rendono possibile l’esistenza a Ottana della Corstyrene». Così, per salvaguardare il futuro della fabbrica e dei suoi venti dipendenti, Luca Picinelli ha preso carta e penna e ha scritto al presidente Pigliaru e all’assessore regionale all’Industria, Maria Grazia Pinna. «La Corstyrene Italie – si legge nella lettera – è una realtà che opera nel sito di Ottana fin dall’anno 2001. Insediatasi nella zona industriale grazie al Contratto d’area, ha alle sue dipendenze, al momento attuale, venti persone tra lavoratori diretti e indiretti. Il nostro stabilimento – prosegue il dirigente aziendale – produce, all’interno del sito, Pse, polistirolo espanso sintetizzato e commercializza in tutta la regione altri prodotti strettamente legati all’edilizia». In particolare, la Corstyrene Italie, di proprietà dell’imprenditore francese Clisthen Pierre Yves Guillot, produce materiale per la coibentazione. L’azienda è la filiale sarda di un’industria francese sorta nel 1971 che commercializza una vasta gamma di prodotti per l’edilizia. Finora non ha mai avuto problemi produttivi. Buono il rapporto con il territorio e con l’ambiente al punto che, a Natale 2011 e 2013, ha regalato un parco giochi di materiale in plastica riciclata alla scuola dell’infanzia di Ottana. Ora, la più che certa chiusura della centrale termoelettrica qualora non venisse confermata l’essenzialità, provocherebbe a catena anche quella della Corstyrene. Da qui l’appello per un intervento urgente della Regione.

«Con la presente lettera – scrive Luca Picinelli – voglio manifestare la mia più che angosciante preoccupazione per il futuro ormai a tinte fosche della centrale di Ottana Energia, realtà per noi vitale. La chiusura degli impianti – sottolinea – non rappresenta un problema a se stante, ma l’inizio di un’agonia che porterebbe a morte certa tutta la zona industriale, generando numeri, in termini occupazionali, molto più che critici. Per quanto attiene il nostro caso – prosegue il dirigente aziendale – Ottana Energia, attraverso le forniture di vapore, rende possibile l’esistenza di Corstyrene. La malaugurata chiusura della centrale di Ottana Energia potrebbe avere per noi conseguenze infauste in quanto porterebbe sicuramente il management e la proprietà ad adottare decisioni drastiche, compresa la chiusura dell’impianto». Impossibile, infatti, per Corstyrene autoprodurre il vapore. «Sebbene il nostro stabilimento sia dotato di impianti che teoricamente consentirebbero di produrre questo elemento – sottolinea Picinelli – non potremo farlo perché significherebbe per noi un aggravio enorme in termini di costi per l’acquisizione di questa materia prima, con ripercussioni disastrose sul conto economico. Una simile ipotesi, unitamente alla crisi del settore, porterebbe la società a una rapidissima agonia». Alla chiusura, insomma, della fabbrica e al licenziamento del personale. «Pertanto – conclude Luca Picinelli nella sua accorta lettera aperta – auspico che la Regione metta in campo tutte le azioni utili per evitare la chiusura della centrale di Ottana Energia così da giungere a una soluzione positiva della vertenza che consentirebbe di salvaguardare l’occupazione e tutte le attività operanti nel sito».

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