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Nuoro

Mamoiada, l’hotel di San Cosimo eterna incompiuta

di Mattia Sanna
Mamoiada, l’hotel di San Cosimo eterna incompiuta

Riaperto il dibattito sul futuro della struttura mai decollata Realizzata negli anni Novanta costò tre miliardi di lire

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MAMOIADA. Albergo di San Cosimo: l’incompiuta rimarrà incompiuta? È stato riaperto qualche giorno fa il dibattito sul futuro della struttura mamoiadina, inutilizzata da sempre e mai decollata. L’opera, ideata sul finire degli anni Ottanta e realizzata nei primissimi anni Novanta, con una spesa di tre miliardi di lire, finanziata dalla legge regionale 28, avrebbe dovuto ospitare un ristorante da quattrocento coperti, quattordici mini appartamenti, una sala congressi e perfino una discoteca, essendo nata proprio per sopperire alla carenza di posti disponibili, riscontrata nelle strutture ricettive della zona e con un vincolo di destinazione turistica almeno ventennale. Manca, infatti, nel paese delle maschere, rinomato centro della Barbagia un’adeguata struttura, che possa accogliere le migliaia di presente, che giungono ogni anno nell’entroterra, richiamate dai musei cittadini e dalla storia del borgo. La penuria di camere, d’altra parte, si avverte con maggiore evidenza proprio in coincidenza di manifestazioni particolarmente affollate, come le recenti “Tappas”, durante le quali visitatori e turisti sono stati costretti a optare per le realtà limitrofe, invadendo le strutture dei centri vicini e determinando il tutto esaurito.

Una situazione, alla quale si potrebbe sopperire, ultimando l’edificio di San Cosimo e investendo i quasi 400mila euro, destinati al complesso. «Anzitutto – spiega il sindaco Luciano Barone – è necessario comprendere se queste risorse siano materialmente disponibili e se si possa rendere agibile l’edificio, che attualmente richiede importanti opere di sistemazione. Abbiamo visto, in passato come ipotesi di gestione si siano rivelate prive di riscontro – prosegue il primo cittadino – Pertanto, prima di procedere ad un eventuale nuovo affidamento diventa indispensabile capire se la struttura possa davvero avere un futuro, completando il progetto, mutando destinazione o lasciando quella attuale, destinando altre somme per portare servizi adeguati in una zona completamente sprovvista o ipotizzando l’erogazione di altre tipologie di prestazioni, per le quali c’è grande richiesta». In altre parole, bisogna approfondire una riflessione, che coinvolga a tutto tondo l’edificio, ipotizzando la soluzione maggiormente sostenibile, che possa dare delle risposte concrete all’intero territorio, rispettandone la naturale vocazione.

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