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Nuoro

«Vogliamo la strada», gli studenti di Desulo occupano il municipio

di Giovanni Melis
«Vogliamo la strada», gli studenti di Desulo occupano il municipio

Protestano anche i commercianti e gli autotrasportatori Il sindaco: «Il paese non può restare isolato, è vergognoso»

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DESULO. Lotta dura ad oltranza per ottenere una soluzione all’isolamento imposto dalla ordinanza di divieto di transito agli autocarri superiore con massa superiore a 9 tonnellate di percorrere la provinciale 7. Gli studenti del comune di Desulo, sostenuti da commercianti, produttori e autotrasportatori hanno deciso di occupare simbolicamente il Comune. Questo fino a che la Provincia non darà il via libera agli interventi di consolidamento. Nel frattempo la protesta aumenta: dal primo novembre gli studenti pendolari vanno a scuola a singhiozzo, i commercianti e tutti i cittadini che utilizzano i mezzi pubblici sono fortemente penalizzati. Oltre loro, ci sono anche le problematiche per agli oltre 200 donatori desulesi ai quali, secondo l’Avis di Desulo, viene negato anche il diritto a donare il sangue. L'autoemoteca, che arriva da Sorgono, non può raggiungere il paese poiché di peso superiore al limite. La situazione è stata denunciata in una nota dall'Avis comunale che rappresenta la volontà di «unirsi alla lotta degli studenti, dei commercianti e di tutti i cittadini. Lanciamo un appello alle istituzioni e chiediamo un intervento urgente per risolvere questa situazione di grande sofferenza. Da oggi saremo presenti nell'occupazione della sala consiliare di Desulo per protestare contro un'incomprensibile indifferenza che sta mettendo in ginocchio il nostro paese». Altre iniziative sono attese dal mondo dei commercianti i quali hanno manifestato stima e consenso per gli studenti in lotta, appoggiati in tutto e per tutto. Il sindaco di Desulo attende di essere convocato in Regione per il 25 novembre, data in cui l'assessore Paolo Maninchedda darà una risposta al primo cittadino. Una data attesa da tutti i desulesi dopo l'isolamento forzato patito in questo periodo. Qualora non arrivassero novità si pensa già a come aumentare il fronte della protesta, con iniziative eclatanti. La marcia per i diritti nella Barbagia Mandrolisai è quindi tutt'altro che interrotta. Anche perché, come rilevato dal sindaco di Atzara Alessandro Corona «all'ingiustizia si risponde con la più civile e ferma delle proteste. Questi scippi ragionieristici, frutto di errori storici mai corretti, non possono essere tollerati».

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