Energia, pressing per il vertice di Roma
Sit-in davanti al palazzo della prefettura, i sindacati consegneranno un documento sul regime di essenzialità a Ottana
NUORO. Sit-in, questa mattina davanti al palazzo della prefettura, dei lavoratori dell’area industriale di Ottana e dell’indotto e di amministratori locali e rappresentanti sindacali per richiamare l’attenzione delle istituzioni e della politica regionale e nazionale sulle problematiche che mettono a rischio il futuro dell’industria del centro Sardegna. La manifestazione, che avrà inizio alle 9, è stata decisa dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e Findici di Nuoro nel corso di una riunione che si è tenuta alla fine della settimana scorsa nella sala del consiglio provinciale nuorese alla presenza di sindaci e dei rappresentanti della Confindustria e del Consorzio industriale.
I partecipanti alla manifestazione di questa mattina consegneranno al prefetto di Nuoro, Ninni Meloni, un documento informativo sulla vertenza del territorio con la richiesta che lo stesso venga inviato al ministero dello Sviluppo economico prima dell’incontro che si terrà questo pomeriggio a Roma, con inizio alle 17, tra il ministro, Federica Guidi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti, il presidente della giunta regionale, Francesco Pigliaru e i rappresentanti nazionali e regionali di Cgil, Cisl e Uil. All’ordine del giorno del tavolo ministeriale, convocato dal ministro Guidi su richiesta della Regione, ci sarà la revoca del regime di essenzialità per le centrali elettriche sarde deciso da Terna e avvallato dall’Autority per l’energia. Un provvedimento contestato da tutti e, in particolare da Confindustria e sindacati, perché mette a rischio il futuro delle centrali sarde compreso quello di Ottana Energia. «Se la riunione di oggi a Roma dovesse concludersi senza la proroga dell’essenzialità – avvertono i sindacati nuoresi – per le attività imprenditoriali e industriali del sito di Ottana sarebbe la fine certa e definitiva». I sindacati puntano il dito anche contro la Regione rea di avere sottovalutato il pericolo e le conseguenze della revoca dell’essenzialità. «Ne è la prova – sostengono nel documento – la convocazione del consiglio regionale a Roma in concomitanza con l’incontro di oggi per sostenere la vertenza, pur condivisa, di Alcoa, cancellando così la possibilità di ottenere un’adeguata attenzione per la proroga della produzione di energia». Da qui l’invito a tutti i livelli politici e istituzionali di avviare azioni per la positiva conclusione dell’incontro al ministero sulla questione energetica «senza confondere, nello stesso tavolo, le due vertenze». Le tante vertenze dalla Sardegna che rischiano così di frammentarsi ancora.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
