Cumbidanovu, la denuncia «Il cantiere è uno scempio»
ORGOSOLO. L’associazione “Amici della terra” denuncia lo scempio della diga di Cumbidanovu. Con una lettera indirizzata all’attenzione del primo cittadino, della polizia municipale, della Procura...
ORGOSOLO. L’associazione “Amici della terra” denuncia lo scempio della diga di Cumbidanovu. Con una lettera indirizzata all’attenzione del primo cittadino, della polizia municipale, della Procura della Repubblica di Nuoro, dei carabinieri e del commissariato di polizia, il sodalizio ambientalista richiama l’attenzione delle istituzioni su un problema che ritiene particolarmente preoccupante. Nelle poche righe della missiva, si fa riferimento alla visita di alcuni aderenti all’organizzazione, risalente ad alcune settimane fa. In quella occasione, i rappresentanti della compagine hanno avuto modo di appurare con i propri occhi le condizioni disastrose in cui versa il cantiere, che dovrebbe completare una delle più grandi incompiute sarde. Un cantiere fermo da tre anni, nel quale il passaggio dell’alluvione di due anni fa ha lasciato segni evidenti. In particolare, viene denunciato «il ruscellamento di vario materiale, tra cui terre e rocce di scavo».
Non solo, le attrezzature e i mezzi, finalizzati all’edificazione risultano privi di una corretta gestione. Nel documento, si fa riferimento, d’altra parte, alle disposizioni di legge, che andrebbero correttamente osservate, si chiede che siano poste in essere le necessarie azioni e vengano accertate eventuali responsabilità. A questo proposito, il sindaco Dionigi Deledda ha incaricato il locale comando dei vigili urbani di svolgere una dettagliata relazione sullo stato dei luoghi e chiesto un incontro con il corpo forestale dello Stato, così da coordinare le forze in campo ed intervenire con la maggiore efficacia. «Attendo le risposte invocate – sottolinea Deledda – e dopo che avrò un quadro maggiormente chiaro e sufficientemente esaustivo sulla situazione, non escludendo, appunto, il coinvolgimento di altri corpi di polizia, sarò in grado di ipotizzare soluzioni conseguenti, al fine di tutelare il territorio da qualsiasi deturpamento e condizione di pericolo». Non va dimenticato, infatti, che il paese vive anche di turismo e a questa sua vocazione certi “scempi” non fanno affatto bene. (ma.s.)
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