Vandali sui pullman, arriva la proposta: «Telecamere a bordo»
Siniscola, dopo le proteste per i disservizi su alcune tratte Ecco spuntare l’idea lanciata da una pendolare storica
SINISCOLA. «I problemi sui pullman Arst? Le colpe, quasi sempre sono dei ragazzi che viaggiano su quei mezzi. In tanti anni che li prendo anche io ne ho viste di tutti i colori. Piedi sui sedili, plafoniere smontate, studenti che salgono come scimmie dai finestrini. Insomma: davvero di tutto. Ma è inutile scaricare le colpe del pessimo stato di alcuni pullman sull’Arst, spesso le colpe sono di chi viaggia. L’unica soluzione sarebbero le telecamere».
Siniscolese, una vita trascorsa da pendolare, a spostarsi per la provincia per svolgere il prezioso ruolo di assistente domiciliare, Patrizia Sanna ieri mattina ha letto sul giornale delle proteste scoppiate tra i viaggiatori del Nuorese dopo l’ultimo incidente avvenuto a bordo di un pullman dell’Arst. Stavolta, si è trattato di una plafoniera caduta tra i sedili, a pochi metri da alcuni studenti e da altri pendolari.
Uno di questi ultimi, ieri mattina, ha segnalato l’episodio al giornale aggiungendo anche che era ora che l’Arst intervenisse per curare di più la manutenzione dei suoi mezzi, e di alcuni in particolare. L’azienda regionale trasporti, dal canto suo, interpellata a proposito, ieri, ha ammesso che sì, il parco mezzi dell’Arst è decisamente vecchiotto, ma che presto, grazie a un finanziamento della Regione, le cose sarebbero cambiate in meglio.
Patrizia Sanna ieri mattina ha letto tutto, ma, dall’alto della sua lunga esperienza di pendolare sulle tratte tra la Baronia e Nuoro, ha anche pensato di dire la sua. E di spiegare che se da un lato è vero che sui pullman manchi spesso anche la manutenzione più banale, è altrettanto vero che le colpe di molte carenze e disagi sono degli studenti-vandali che danneggiano i mezzi. «Ne ho viste di tutti i colori – ribadisce – e mi sono fatta l’idea che l’unica maniera per far desistere i vandali è toccarli nel portafoglio. Ovvero fare controlli e mettere le multe. Ma per scoprirli è necessario mettere le telecamere sui pullman. Non c’è altra strada. Bisogna prima scovarli, e poi far pagare a loro i danni che hanno fatto. Non è giusto che i danni che loro fanno, ricadano su noi tutti che paghiamo per avere il servizio».
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