La Nuova Sardegna

Nuoro

Reti idriche, l’emergenza è quotidiana

di Francesco Pirisi
Reti idriche, l’emergenza è quotidiana

Abbanoa alle prese con condotte fatiscenti, mentre cala vistosamente il livello negli invasi e l’acqua spesso non è potabile

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NUORO. Lavori per nuove reti e acquedotti e, insieme, interventi di emergenza nel capoluogo e nel territorio. Non c’è tregua per la società Abbanoa, che da un paio di lustri gestisce il sistema idrico sardo, con oltre 350 comuni a cui dare acqua e assistenza.

Proprio a Nuoro tra gli ultimi lavori, all’inizio di questa settimana, per sistemare le condotte interne al quartiere di Preda ‘e Istrada, sotto Piazza Italia. L’intervento è stato necessario per eliminare alcune perdite di acqua già trattata, che diventano ancora più dannose in un periodo ancora incerto rispetto agli apporti dalle dighe del Govossai e Olai. Intanto però per i tecnici della società idrica si è ripresentato il problema della potabilità. Questa volta in emergenza i comuni di Oniferi, Orani e Sarule, nel Nuorese, e l’abitato di Lei nel Marghine. In quest’ultima località le analisi dell’acqua fatte dal Sian (il servizio di igiene della Asl di Nuoro, distretto di Macomer) hanno riscontrato un’eccessiva presenza di alluminio, ferro e manganese. Mentre nei tre comuni del Nuorese a uscire fuori controllo è stato il clorito.

Ieri da Cagliari la nota di Abbanoa ha comunicato il rientro dei parametri nei confini di sicurezza. Prima la spiegazione della situazione all’origine del problema: «I fuori norma riscontrati dai laboratori di analisi di Abbanoa e dalla Asl di Nuoro sono stati causati dall’eccessiva torbidità dell'acqua grezza prelevata dall'invaso di Olai». Poi l’informazione sull’intervento fatto nei giorni successivi: «Il processo di potabilizzazione è stato adeguato e i campionamenti hanno accertato il rientro a norma dell’acqua distribuita nelle reti di Lei, Oniferi, Orani e Sarule».

La fine dei disagi nelle quattro comunità dovrebbe essere al massimo questione di qualche giorno. Prima dello “stop” alle ordinanze emesse dai sindaci si dovrà attendere il nuovo passaggio nel laboratorio dell’azienda sanitaria. Con molte possibilità che il tutto vada a buon fine.

Il trattamento speciale riservato in questi giorni all’acqua grezza prelevata da Olai ha consentito di portare la concentrazione di manganese a 30 microgrammi per litro di acqua (e dunque sotto il limite massimo di 50) rispetto ai 470 microgrammi misurati prima dell’ingresso nel potabilizzatore di Janna ‘e Ferru.

Oltre la soluzione del caso specifico, un problema che potrebbe riproporsi a causa dell’abbassamento delle quantità disponibili di risorse negli invasi del centro Sardegna, così come succede da qualche tempo nei bacini che servono Gallura e parte del Logudoro. Riserve scarse che determinano anche una riduzione della qualità, spiegano i tecnici di Abbanoa: «Si rendono necessari maggiori impieghi di cloro, che legandosi con il manganese presente nell’acqua portano a una super-produzione di cloriti e dunque a condizioni di non potabilità».

Emergenza vissuta a Sarule, Oniferi, così come a Nuoro, e in alcuni centri del Marghine (l’ultimo in ordine di tempo Silanus) già dalla primavera scorsa, con un blocco dell’utilizzo dell’acqua per usi alimentari durato in alcuni casi oltre un mese. A giugno in emergenza la stessa Oliena, nonostante l’approvvigionamento dalle acque cristalline del Gologone.

Una riduzione drastica dei valori di sanità dell’acqua che ha portato il sindaco appena eletto Martino Salis a chiedere un intervento risolutore alla Regione, attraverso la realizzazione di un nuovo impianto di prelievo della fonte carsica alle pendici del Corrasi.

La situazione insomma è molto critica e i tecnici di Abbanoa sono impegnati ogni giorno per fronteggiare le situazioni di emergenza che si presentano ormai a ritmo quotidiano.

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