Il Pd: caro e inefficiente l’appalto per l’illuminazione pubblica
Il capogruppo Tore Sulas protesta per l’aumento del canone di oltre 320mila euro l’anno «Non si capiscono i vantaggi, visto che la società incaricata non è chiamata a monitorare la rete»
NUORO. L’illuminazione pubblica costa sempre di più e in cambio non c’è un miglioramento del servizio. La contraddizione è palese. Lo dice Tore Sulas, capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale, all’opposizione della giunta Soddu. Un fatto tanto grave che l’esponente Pd chiede sia nominata una commissione comunale d’indagine, con la presenza delle di tutte le forze politiche. Richiesta che Sulas formalizzerà in assemblea.
Il vizio d’origine sarebbe da ricercare nella scelta di affidare la gestione dell’illuminazione pubblica a una società esterna all’ente municipale, fatta nel 2008. Contratto ventennale, mettendoci dentro lo scopo dell’atto sia il servizio tradizionale, sia il potenziamento dell’efficienza degli impianti, anche per arrivare ad abbassare i costi. La prima discrepanza tra il dire e il fare è secondo Sulas l’aumento del costo annuale del canone, «passato da 800mila a un milione e 120mila euro a favore della società aggiudicataria dell’appalto». L’altra incongruenza, che Sulas mette nei gradini più alti della denuncia: «Il fatto che il contratto non obblighi l’impresa di gestione a monitorare l’efficienza degli impianti e dunque del servizio. Ma, al contrario, in caso di guasti e interruzioni dell’illuminazione l’intervento riparatore viene posto in essere solo su segnalazione del Comune».
Anzi, in questi casi, a sentire Tore Sulas, si arriva all’assurdo: «La società affidataria non ha interesse a una tempestiva segnalazione e quindi a un intervento immediato, perché dal persistere del deficit o dalla mancanza di illuminazione ne ha un risparmio di costi nella bolletta». Tornare alla gestione diretta del Comune è quanto auspica Tore Sulas, convinto che in quel modo in questi anni si sarebbe raggiunto il doppio obiettivo di un abitato illuminato in modo adeguato e con spese minori, anche per il contributo dell’efficienza e risparmio di sistemi moderni. Il limite oggi è un contratto firmato che ha stabilito obblighi e vantaggi per tutte e due le parti, e il cui superamento non lascerebbe indenne l’ente da una grossa penale. Sulas è convinto che in ogni caso la questione debba entrare nell’agenda dell’amministrazione guidata da Andrea Soddu. Con un contributo di proposte e idee per il suo superamento atteso da tutte le forze consiliari. Visto che di tutti è ora lo svantaggio e nel futuro il guadagno ipotizzato dal capogruppo Pd. Sulas usa il temine salasso a scapito delle casse comunali. Ma non basta. Tra le conseguenze dell’impoverimento di fondi ci sarebbe il fatto che vengono meno somme importanti che l’amministrazione civica potrebbe spostare per far fronte ad alcuni interventi dei servizi sociali. Progetti la cui importanza è cresciuta in maniera consistente negli ultimi anni, con l’aumento del numero dei senza-lavoro, degli individui e delle famiglie entrati nella fascia della povertà, ossia sotto i 900 euro di reddito mensili.
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