La Nuova Sardegna

Nuoro

Agnelli taroccati dall’estero La rivolta parte da Sarule

di Giovanni Melis

Allevatori in crisi per l’importazione di capi non certificati dall’est Europa «È una concorrenza sleale nei confronti degli allevamenti sardi». Giù i prezzi

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SARULE. È allarme in tutto il comparto agropastorale per l'arrivo di agnelli di importazione da altri paesi europei. Una concorrenza che sta portanto al collasso il settore ovino delle zone interne e pone a rischio l'economia del settore.

Parte da Sarule, estendendosi a Fonni, Gavoi, Ovodda e Desulo e a tutta la Baronia. I pastori si lamentano che il prezzo degli agnelli sia sceso a 3,30 euro al chilogrammo contro i 5.20 dell’ anno scorso nello stesso periodo. Il tutto in quanto viene attuata una concorrenza sleale nei confronti degli allevamenti sardi : gli agnelli importati, da Francia, Spagna, Grecia e altri paesi dell'est europeo, quando non del nord Africa, vengono acquistati a prezzi stracciati. Vengono poi collocati nel mercato come sardi, provocando un danno immenso al mercato locale. È di ieri la notizia del rifiuto di ritirare agnelli già contrattati, un danno che non si puo quantificare; gli allevatori si trovano infatti senza poter incassare dalla vendita, non possono contrattare con terzi e non possono iniziare a produrre latte.

Il consorzio di tutela dell agnello Igp ha segnalato il problema alle sedi competenti, così come hanno fatto Coldiretti e le altre associazioni di categoria. Ma, a quanto si dice nel mondo delle campagne, nessun intervento vi è stato né degli organismi deputati al controllo e neppure da parte dell'assessorato regionale all'agricoltura. Dei fatti si sta interessando il consigliere regionale Antonio Gaia il quale, come componente della quarta commissione attività produttive, si è riservato di presentare una interrogazione all'assessore alla sanità Luigi Arru e all'assessore all'agricoltura. «Questa situazione – afferma Gaia – è inaccettabile perché non tutela né i pastori sardi né il consumatore finale che si troverà a comprare l'agnello sardo che di sardo avrà solo il timbro. Non si può rimanere insensibili alle doglianze di una categoria che in questo periodo riesce a recuperare un minimo di profitto per portare avanti l'azienda agricola e tentare di galleggiare in un trend economico ampiamente negativo». A parere degli allevatori se non si interviene per evitare questo disastro, per la delicata economia agropastorale sarà il tracollo. I pastori si domandano se i controlli sanitari vengano effettuati su tutti i capi in arrivo: questo anche per ragioni sanitarie. In alcune regioni d'europa e dell'Africa ci sono infatti vari tipi di virus tipo blue tongue di diverso tipo da quelli che ci sono in Sardegna. Il rischio è quello di una nuova epidemia, anche per i capi vaccinati. Gli allevatori si preparano quindi alla guerra sia contro i commercianti, che hanno fatto cartello sul prezzo senza pensare alla qualità e al nome del prodotto.

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