Regime di essenzialità 2016: Authority, no a Ottana Energia
Anche le centrali elettriche di Fiume Santo e del Sulcis perderanno le agevolazioni per il 2016 Atteso un tavolo tecnico per la centrale di Clivati sul cui futuro ha aperto uno spiraglio il Ministero
OTTANA. Ora è ufficiale: le centrali elettriche di Ottana Energia, di Fiume Santo e del Sulcis perdono il regime di essenzialità per il 2016. Nessun passo indietro da parte dell’Authority e di Terna rispetto a quanto già si sapeva in via ufficiosa. L’unico impianto che conserva l’essenzialità anche per il prossimo anno è quello turbogas di Assemini gestito da Enel Produzione. Lo ha stabilito la delibera numero 573 del 27 novembre 2015/R/EEL dell’Autorità per il l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico che contiene “Disposizioni in tema di impianti essenziali nelle macrozone Continente e Sardegna per l’anno 2016”.
La decisione dell’Authority recepisce integralmente le comunicazioni di Terna, ente gestore della rete elettrica italiana, del 6 e del 9 novembre scorso relative alle unità di produzione degli impianti essenziali nelle stesse macrozone. Questi gli impianti ritenuti essenziali e, quindi, a regime di prezzi amministrati stabiliti dall’autorità di gestione: Montemartini di Acea Energia Holding Spa, Porcari di Axpo Italia Spa, Assemini e Portoferraio di Enel produzione Spa. Lo stesso elenco è stato ufficialmente pubblicato da Terna il 27 novembre 2015, giorno successivo alla delibera dell’Authority, con l’aggiunta delle altre tre centrali (Porto Empedocle, San Filippo del Mela e Trapani turbogas) che conservano l’essenzialità per la sicurezza del sistema elettrico italiano fino al 31 dicembre 2016. Gli impianti essenziali (definiti anche impianti rilevanti) in tutto il territorio nazionale sono, dunque, sette. Mancano, come già si sapeva, gli impianti di Ottana Energia del gruppo Clivati e le centrali di Fiumesanto (ex E.On) e del Sulcis di Enel produzione. Per quest’ultima centrale rimane ancora da decidere la proroga del regime di interrompibilità attualmente all’esame della Commissione europea. Fin qui le decisioni assunte dagli organi tecnici, quali sono appunto Terna e l’Authority, che cancellano il regime di essenzialità per la Sardegna a tre centrali su quattro, lasciandolo in piedi solo per la turbogas di Assemini, peraltro in via di dismissione. Rimane, tuttavia, ancora aperta la porta della politica e delle istituzioni in seguito all’incontro al tavolo del ministero dello Sviluppo economico che si è tenuto il 24 novembre scorso tra Regione (il presidente Francesco Pigliaru e l’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras) e sindacati da una parte e il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Claudio De Vicenzi e il ministro, Federica Guidi, dall’altra. Un nuovo aggiornamento sui temi del futuro energetico dell’isola è già stato fissato per la settimana che precede il Natale. Particolarmente atteso è il tavolo tecnico per Ottana Energia sul cui futuro ha aperto uno spiraglio lo stesso ministro dello Sviluppo economico, che ha annunciato che la struttura tecnica del ministero e Terna stanno valutando l’opzione di un regime che garantisca a Ottana Energia «la riaccensione rapida e l’erogazione in rete in condizioni di equilibrio nella Sardegna centrale». Questo significa che, pur senza il regime di essenzialità come avvenuto da tre anni a questa parte, la centrale del gruppo Clivati potrebbe essere inserita nel lavoro di ripartenza della rete elettrica sarda in alternativa o in supporto alla centrale di Assemini, che conserva, comunque, l’essenzialità anche se è in via di dismissione. Rimarrebbero da definire solo i termini della remunerazione che Ottana Energia riceverebbe da questa operazione. In questo quadro, comunque, i motori della centrale rimarrebbero accesi. Almeno si spera.
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