Ottana Energia: «Siamo pronti alla lotta»
La vertenza è ancora aperta, il futuro sempre più incerto. Scende in campo la Rsu: passano i giorni e non si muove nulla
OTTANA. Cresce la preoccupazione tra i lavoratori di Ottana Energia per la mancanza di certezze sul futuro della loro azienda alla luce della decisione di Terna e dell’Autorità per l’energia e il gas di revocare alla centrale elettrica il regime di essenzialità. Lo stesso provvedimento è stato adottato anche per le centrali elettriche di Fiumesanto e del Sulcis. La situazione è stata analizzata dalla Rsu di Ottana Energia, che, in una nota, esprime forti dubbi sulla possibilità che la vertenza possa trovare al più presto una soluzione positiva e di lunga durata. I lavoratori si dicono preoccupati soprattutto per il silenzio che è calato sulla vertenza all’indomani del vertice che si è tenuto il 24 novembre scorso tra governo, Regione e sindacati al tavolo del ministero dello Sviluppo economico.
«Da allora – si legge nella nota – stanno passando i giorni senza che emergano novità sugli impegni presi circa i passaggi che si sarebbero dovuti effettuare per arrivare al tavolo, ipotizzato per i giorni prima di Natale, con risposte positive sul tema dell’interrompibilità e dell’essenzialità per il sistema elettrico sardo. Il dato che unifica le due questioni e, quindi, la prosecuzione produttiva dei siti del Sulcis, di Ottana e di Porto Torres – spiega il documento – è il costo dell’energia». Che, senza il regime dell’essenzialità e, quindi, senza il sostegno dei prezzi amministrati e fuori mercato, potrebbero subire un’impennata, rendendo così impossibile far fronte ai costi di gestione delle aziende. Con conseguenze inevitabile sulla prosecuzione dell’attività e sull’occupazione. Qualche spiraglio, al tavolo romano, era stato aperto solo per Ottana Energia. «Per la nostra azienda – ricorda la nota della Rsu – si erano ipotizzate soluzioni in grado di permettere alla centrale di continuare la produzione, assicurando un giusto equilibrio al sistema elettrico della Sardegna e al consolidamento dell’attività del sito anche sul versante chimico. Invece, siamo arrivati alla vigilia del nuovo incontro che dovrebbe tenersi Roma prima di Natale e ancora non è trapelato nulla sul futuro della centrale da parte di chi, Regione in testa, dovrebbe trovare soluzioni».
La nota si conclude con un vero è proprio grido di aiuto e un avvertimento: «La Rsu di Ottana Energia è stanca di aspettare ed è stanca dell’assordante silenzio che avvolge la vertenza. Abbiamo necessità di ricevere segnali di interesse vero al destino del sito da parte della presidenza della Regione e del governo. Abbiamo necessità di capire se la nostra vertenza è nell’interesse della classe politica che governa la Sardegna e lo Stato e se esiste il reale interesse ad affrontare e risolvere la situazione che vede crollare le prospettive di lavoro e di tenuta produttiva del territorio». Infine, l’avvertimento perentorio: «L’attesa sta per finire». Che, tradotto nel linguaggio operaio, significa: «Siamo pronti a scendere in lotta per salvare la nostra fabbrica». Come sempre, a Ottana.
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